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“Sono tornata”, racconto immaginario di Educazione Finanziaria

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Da alcuni anni il mese di ottobre è dedicato all’educazione finanziaria. Quest’anno Economia&FinanzaVerde ha deciso di celebrarlo, pubblicando in sei puntate un avvincente racconto dal titolo Sono tornata. Lo abbiamo ricevuto qualche settimana fa e volentieri lo trasferiamo ai nostri lettori.

E’ un romanzo breve di mistero, finanza e formazione ed è firmato dall’autore con lo pseudonimo di Davide Maria De Crescenzi non tanto, come ha tenuto a precisare, per rimanere nell’ombra, quanto per sottolineare che non sono importanti coloro che raccontano eventi e fatti, quanto gli eventi e i fatti medesimi. E’ un racconto immaginario, ma verosimile di una vicenda che nella nostra storia recente si è ripresentata più volte: la crisi bancaria. 

Il pamphlet ha aspetti di originalità. Fornisce lo stimolo per arricchire un panorama letterario incline a concentrarsi soprattutto su storie d’amore e poliziesche, meno sulle conseguenze individuali e sociali dei nostri fatti economici. In molti altri paesi non è così. Letteratura, cinema, teatro hanno attinto a piene mani alle vicende della Grande Recessione.

Il secondo aspetto di originalità concerne la circostanza che la crisi di una grande banca è vissuta dal lato dei controllori, un’autorità anch’essa immaginaria, per certi versi astratta: l’Autorità Finanziaria Unica Nazionale, cui è demandato il controllo sulla salute dei mercati e degli operatori finanziari.

Come detto, i fatti (e i misfatti) narrati sono vicini al vissuto di molti.  Più in generale, si ha il bisogno di riflettere di più sulle conseguenze dei tanti fallimenti bancari, anche in funzione della auspicata ripresa della economia. Dopo l’operazione di salvataggio, quasi sempre con mezzi finanziari pubblici, diretti o indiretti, cala il silenzio fino alla crisi successiva.

La politica presto stende un velo d’oblio, nonostante reboanti prese di posizione su chi doveva controllare, sulle riforme necessarie e su tutto il resto. La ricerca dei responsabili, se si realizza, è sempre ex post, quando i buoi sono scappati. Così si va avanti di crisi in crisi. Quel che rimane sono le macerie anche umane. Nel romanzo, vi sono episodi, dialoghi e racconti di protagonisti che illustrano la situazione di chi subisce e di chi si avvantaggia dal dissesto di una banca con sviluppi narrativi drammatici, ma anche paradossali. Non manca un’aura di mistero.

D’altro canto una banca non è solo esercizio di impresa, ma un coacervo di interessi spesso inestricabili e, in certi casi, si può commettere ogni azione per salvarsi o per vendicarsi, quando si è presi dalla disperazione.

Anne Lamott suggerisce, nelle sue “lezioni di scrittura creativa”, un percorso che si sviluppa in cinque fasi: “Azione, Retroscena, Sviluppo, Climax e Finale”. Sono fasi che dovrebbero in qualche modo favorire il lettore, non solo per attirarne l’attenzione, ma anche in funzione di apprendimento, per ricavarne un’utilità per regolare i propri comportamenti. Questo romanzo breve i cinque passaggi li possiede.

E’ quindi un racconto per tutti, perchè vi sono spunti di interesse generale e aperture sul futuro che ci riguardano.

Le banche debbono essere una infrastruttura moderna che ci deve semplificare la vita. Conoscere come sono controllate e da chi ha un valore civile e formativo ed è di importante auspicio per migliorare la nostra vita quotidiana.

Oggi il tema si complica con gli effetti economico-sociali della pandemia. Essi si ripercuoteranno anche sulle banche, trovando le più fragili esposte al rischio di nuove perdite e quindi meno propense a concedere credito all’economia. Dalla robustezza del sistema bancario dipenderà il nostro risveglio.

Anche dal punto di vista delle istituzioni di controllo nazionali non si può sottacere il bisogno di sostanziali cambiamenti, abbandonando un modo di agire molto prodigo di lezioncine e suggerimenti, meno propenso a intervenire in prevenzione delle criticità. D’altro canto il loro ruolo sarà definitivamente ridimensionato dal progressivo sviluppo delle prerogative delle istituzioni europee, all’interno dell’Unione Bancaria, in via di completamento.

Il superamento della fase di transizione dei poteri dalle autorità nazionali a quelle europee contribuirà a selezionare meglio i nostri intermediari e a impostare la difesa del risparmiatore su basi più solide e trasparenti.

Il testo vuole essere quindi una lezione di educazione finanziaria non convenzionale, cioè diversa dai canoni che si sono affermati in questi anni. Dal primo di ottobre la prima puntata. Buona lettura.

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