lunedì, ottobre 15

Casalino: lo scandalo e’ scandalizzarsi

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L’art. 98 della Costituzione enuncia il principio sacrosanto che i pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione.

L’art. 97 stabilisce poi che “i pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione”.

Le parole chiave sono per lo meno tre: servizio della Nazione, buon andamento, imparzialita’. Sono principi condivisibili. Sono metanorme con uno scarso aggancio al mondo reale.

E in effetti questi principi sono elaborati di volta in volta da chi vince le elezioni. Il merito c’entra poco o meglio la persona meritevole deve essere gradita al nuovo establishment uscito dalle urne.

L’uscita di Casalino, per quanto sgradevole, si colloca in questo mainstream di pensiero. Certo uno vale uno e’ un po’ troppo. Ma sono troppe anche le lacrime di coccodrillo versate da giornali e partiti.

In USA si chiama spoils system e nessuno si scandalizza. In Italia invece lo applichiamo in salsa nostrana. Ed allora non si capisce perché il dr. Nava, Presidente Consob nominato da pochi mesi, sia andato via, raccontando la procedura irrituale delle sue dimissioni, e nessuno si sia scandalizzato più di tanto. In fondo non era responsabile di nulla, ma non era gradita alla nuova politica, come è stato detto, la sua origine di funzionario europeo.

Altri esponenti di autorita’ di controllo sono capitani di lungo corso, altri sono in attesa di riconferme. Ai vertici delle grandi imprese pubbliche, le nomine e i giri di poltrone d’ordine politico sono un indirizzo seguito da tutti i partiti, nuovi e meno nuovi.

Quindi? Cosi fan tutti viene da pensare. E’ esperienza comune di chi ha avuto incarichi dirigenziali nella PA che il gradimento politico, consortile, di casta, di famiglia sia essenziale per stare a galla. Poi tutti hanno i loro meriti, ovviamente.

In tale contesto la valutazione del merito e’ difficile se prevale il criterio dell’appartenenza. Meglio rinunciarvi nel mondo dell’alta amministrazione ed aspettare il voto politico per esprimere il proprio consenso o dissenso.

C’e’ chi merita e chi merita un po’ di piu’. Un’ultima considerazione riguarda la liberta’ di stampa. Pronti ad indignarsi per le avventate parole di Casalino e a passare quasi sotto silenzio il caso avanti citato o a intonare elogi ai riconfermati di turno, tanto per non disturbare. E anche se il loro operato non è andato esente da critiche.

È da ricordare la definizione di Wikipedia che illustra la regola dello spoils system, preferibile per trasparenza alle nostre vicende da comari invelenite.

“In politics and government, a spoils system (also known as a patronage system) is a practice in which a political party, after winning an election, gives government civil service jobs to its supporters, friends, and relatives as a reward for working toward victory, and as an incentive to keep working for the party.”
E’ la politica, bellezza! Da sempre. E sembra perfettamente connaturata con la democrazia.

 

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1 commento

  1. Articolo che fornisce una perfetta visione di come funziona la politica e di come i media gestiscono l’informazione nel nostro Paese.
    Spesso a me piace guardare in TV il Question Time che, sulla terza rete della Rai, consente di seguire in diretta specifiche domande di attualità rivolte da Deputati o Senatori (a secondo del contesto) ad esponenti del Governo.
    Ho visto nel tempo questo interessante spiraglio di trasparenza parlamentare anche nei tempi di governi di centrodestra e centrosinistra che, di regola, mostravano l’esponente di turno di governo con incarico dei rapporti con il Parlamento, sciorinare velocissime letture predisposte dai ministeri, spesso incomprensibili o latitanti nelle risposte di merito.
    Qualche giorno fa, replicando a Toninelli che aveva fornito dettagliate precisazioni sui recenti fatti di Genova, l’onorevole Lupi ha etichettato il Ministro dei Traposti dandogli dell’ignorante e di essere nel meglio dei casi in malafede. Il tono crudo ed acido e l’atteggiamento guasconesco usato il Lupi lo giustificava sostenendo che con questa dialettica rude veniva ad usare lo stesso modus operandi politico adottato dal M5S quando era mella passata legislatura all’opposizione.
    Da piccolo mi hanno insegnato che “signori si nasce” percui, nel caso e comunque, non si dovrebbe mai scendere in basso per adeguarsi a medoti giudicati da sempre scorretti. E’ vero che vige il detto “per un cornuto un cornuto e mezzo”, ma da esponenti politici di rango come lui si crede ci si attenderebbe solo ironia e una proprietà di linguaggio adeguata.
    Il question time, per chi non lo conosce, funziona così: un minuto per formulare la domanda, tre minuti all’esponente di governo per la risposta, altri due minuti all’interrogante per dire se si ritiene soddisfatto o per precisare aspetti per i quali ritiene di non avere avuto adeguata risposta.
    Durante l’intervento di Lupi non ho fatto caso se avesse dato un’occhiata all’orologio per contingentare a pieno i suoi due minuti e nemmeno se la marca di ciò che aveva al polso era Rolex.

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