Home Imprese&Lavoro Da nerd a palestrato ovvero la metamorfosi del tecnologo

Da nerd a palestrato ovvero la metamorfosi del tecnologo

459
0
Tempo di lettura: 4’.

Riaprono le palestre.

L’argomento mi è balzato alla mente con l’annuncio della riapertura delle palestre e delle piscine. Tutti abbiamo bisogno di tornare in forma fisica, dopo l’inverno del nostro scontento e un’estate ‘glamour’ alle porte.

La palestra che si trova sul tragitto che compio a piedi ogni mattina per andare al lavoro ha ampliato lo spazio, ristrutturando elegantemente dei locali adibiti a magazzino e il gestore mi ha detto che si aspettano tanti, tanti nuovi clienti. Speriamo. E ci saranno.

In perfetta forma

Anche se la mia esperienza non è propria questa, si sa che quella della tecnologia è un’industria fondamentalmente maschile. Forse è la ragione per la quale ci sono tanti problemi. Prendiamo Excel, in quel team non c’era neppure una donna!

Esiste una foto di una convention di “Salesforce” a San Francisco: mostra la lunga coda che si era formata davanti al bagno degli uomini. Di fronte all’ingresso delle toilettes per signore, invece, non c’era anima viva. Di solito, è l’esatto contrario. Adesso “Salesforce” ha deciso di installare bagni unisex proprio per rimediare a scene imbarazzanti come quelle della foto. Marc Benioff, capo di “Salesforce”, è persona molto sensibile alle questioni di genere. In tutta l’azienda, che occupa il più alto edificio di San Francisco, ci sono solo bagni unisex.

Tra i maschi dell’Olimpo della tecnologia va di moda essere in perfetta forma fisica, magari, addirittura, più che perfetta. Nell’allegra brigata inutile, però, cercare Elon Musk che, lo sappiamo, è sempre controcorrente. Lui preferisce i joint all’addome a tartaruga.

Ma quello non è Jeff Bezos?

Da pochi giorni è uscito, in inglese, Amazon Unbound, di Brad Stone. Si tratta del seguito del pluripremiato libro del 2012, The Everything store, edito in Italia da Hoepli, grazie ad Andrea Sparacino e al team dello storico editore indipendente di Milano. Il protagonista delle storie di Stone è ancora Jeff Bezos. Questa volta, però,  non ci viene tratteggiato come l’imprenditore abile, visionario e scaltro che è, quanto come un personaggio omerico, quasi-mitologico.

Anche nell’aspetto, nel portamento e nella sua bruta fisicità.

Guardate questa foto del 2017? Non è Bruce Willis, Jean-Claude Van Damme o un supereroe Marvel. È proprio “quel” Jeff Bezos che appena 25 anni fa sembrava Groucho Marx tanto era mingherlino e gioviale. Che è accaduto nel frattempo? Moltissima palestra e anche una nuovo amore, la giornalista Lauren Sanchez.

La prestanza fisica di Bezos è cresciuta di pari passo con quella della sua creatura: Amazon, la compagnia da lui fondata con l’aiuto della prima moglie, Mackenzie Scott (oggi una corazzata della beneficienza).

Nel 2012, Amazon capitalizzava 120 miliardi di dollari e impiegava 150 mila persone, oggi vale in borsa 1.700 miliardi di dollari e dà lavoro a 1,3 milioni di persone. Il paragone con il mito non è del tutto fuori luogo. Anche il suo capo, oggi, è una sorta di Maciste. A proposito di D’Annunzio che sceneggiò il film omonimo si dice che sia da non perdere il film sull’ultimo anno della sua vita, ora nella sale.

La V-shape di Tim Cook

Tim Cook, nella sua controllata immagine, è sempre stato in gran forma fisica. Osservatelo nei keynote di introduzione ai nuovi prodotti Apple. Jeans neri, maglia collo alto nera a manica lunga o camicia nera con colletto aperto sopra una fruit, scarpe monocromatiche Nike nere con suola bianca. Non un filo di adipe, tonico al 100%. Una mise sufficiente a comunicare la sua idea di Apple, nel solco di Steve Jobs ma con un personalissimo tocco.

La giornata di Tim è intensa. Si alza alle 3:45 a.m., mezz’ora di Tapis roulant e poi sbriga le email che ha ricevuto in serata. Alle 5:00 in palestra – ma non a quella dell’Apple Park – per 30/45 minuti di allenamento. Verso le 7:30 già in ufficio all’Apple Park. Quando ha il tempo di spendere tutti i soldi che guadagna?

Un miglio al giorno leva i pensieri di torno, ma non i senatori.

Nel 2017, Mark Zuckerberg ha percorso circa 365 miglia (587 chilometri ) di corsa e ha invitato la legione dei suoi seguaci a fare lo stesso, correndo un miglio al giorno.

Raggiunto prima del previsto il suo obiettivo, Zuckerberg ha iniziato a lavorare sulla sua successiva sfida sportiva: riuscire a competere in modo agonistico nel triathlon. Poi è caduto di bicicletta e si è rotto un braccio. Ha comunque continuato ad allenarsi, anche se non ha dato seguito all’idea agonistica.

Adesso deve allenarsi per le audizioni del Congresso.

La scuola del Cricket

Satya Nadella, che ha sostituito Ballmer alla guida di Microsoft, è un patito del Cricket, lo sport più popolare nella sua terra d’origine, l’India. La nazionale indiana ha vinto due campionanti del mondo di Cricket (nel 1983 e nel 2011).

Da questo complesso gioco ha imparato moltissimo. “Giocare a Cricket a scuola — ha dichiarato — mi ha insegnato molto sul lavoro di gruppo e la leadership, una lezione che mi ha accompagnato in tutta la mia carriera”.

E infatti, come tutti i leader indiani, è maestro nel condurre il team working e il titolo Microsoft ha fatto il 510% da quando Nadella è entrato come CEO.

Vai con i pesi

Il boss di Twitter Jack Dorsey, che ha sempre più l’aspetto di un frate cappuccino, è un fan dello squat (sollevamento pesi), delle flessioni e del jogging. Ecco uno dei suoi consigli: 6 serie da 20 squat e 20 piegamenti ciascuna, 3 miglia di corsa, una sessione di meditazione, schiena dritta e 10 minuti al sacco boxe.

Brian Chesky, fondatore di “Airbnb”, è un culturista professionista, con 40cm di bicipite.

Sport acrobatici

Sergey Brin, co-fondatore di Google, si fa fotografare sui pattini a rotelle insieme al suo socio Larry Page e si diletta in sport audaci: lo skydiving (paracadutismo sportivo), il roller hockey, l’ultimate Frisbee e il trapezio acrobatico d’altezza.

Si può cogliere Brin in pose improbabili mentre cammina a testa in giù in ufficio e si fa vedere in luoghi poco usuali come l’arena del circo dove impara l’arte del trapezio volante o del funambolismo.

La generazione del PC

La generazione che ha creato il personal computer non aveva una fissazione particolare per la forma fisica e l’alimentazione. Erano più le auto sportive, la musica, il volo, gli sport di squadra e altri passatempi più tradizionali a intercettare l’interesse di quei giovani che volevano mettere su ogni tavolo un computer. Ma questa è un’altra storia, e ve la racconterò in una prossima email newsletter.

Io che sono di quella generazione, seppur tecnologo della domenica, in 15 anni ho completato camminando il tragitto della circonferenza della terra, 40 mila chilometri, quindi non ho niente da invidiare alla nuova generazione.

Quel diavolo di Bill Gates

A proposito, chi avrebbe mai detto che il nerd per eccellenza, Bill Gates, fosse anche un tombeur-de-femmes? Adesso che sono usciti i dettagli del divorzio da Melinda French Gates, dopo 27 anni di matrimonio, apprendiamo come la moglie non gradisse affatto certe frequentazioni del marito (come quella con Jeffrey Epstein…).

Chi l’avrebbe mai detto che Bill avrebbe potuto fare una cosa peggiore di Windows dopo essersi redento con la beneficienza? È proprio vero: come il dice il Rabbino Shulem Shtisel, nell’omonima serie su Netflix: “nel mondo dei gentili può succedere di tutto”.

(Post revisionato da Tiziano Tanzini che da Treviri mi impedisce, giustamente, di strapazzare l’italiano). Articolo anche su Medium.

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here