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Storia di due amiche e di un cane che sapeva leggere e scrivere

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Ci sono più cose nella memoria degli uomini che stelle nel firmamento. E quando, per inaspettate coincidenze, riemergono, le emozioni positive sono fonte di grande benessere. Sono stato al centro della rievocazione di un felice ricordo di due amiche, che desidero raccontare.

Durante le mie tarde e modeste velleità letterarie, mi sono trovato a presentare al Festival del libro e dell’editoria organizzato nel meraviglioso borgo marinaro di Atrani, costiera amalfitana, un mio racconto su due protagoniste della modernità, la Finanza e la Tecnologia. Cercando di evitare noiose spiegazioni, mi sono inventato una favola surreale, protagonista una comunità di animali. Nulla di originale, considerati i tanti e ben più titolati esempi letterari che nel tempo hanno fatto ricorso a metafore animali. Siccome però il bestiario è presente anche nel linguaggio della Finanza e della Tecnologia, ho costruito una storia immaginaria giocata tra utopie e distopie dal titolo Fattoria degli animali 2.0 (Robin Edizioni). Dopo tutto, non mi risulta che qualcuno abbia finora provato a proporre della materia un’ambientazione del genere.

Ho scelto un piccolo cane, vivace e instancabile, come uno dei protagonisti, per mostrare doti di iniziativa e di realismo davanti a certe tendenze del nostro mondo, oramai preda di una innovazione talmente accelerata, da giustificare i tanti, inascoltati richiami ai rischi. Il cagnolino, di nome Quick, costruisce il suo modo di interagire con la modernità, imparando a scrivere e leggere la lingua degli umani, grazie alla tastiera di un computer. Rimando il resto alla vostra lettura, ove siate interessati. Qui il mio scopo è un altro.

Nella mia esposizione, durante lo slot del Festival assegnatomi, resto colpito dall’interesse per il racconto da parte di una signora presente tra il pubblico. Capisco che nel suo assentire c’è qualcosa di più della attenzione per la trama del libro. Ci presentiamo subito dopo e con grande meraviglia da parte mia mi rivela il ricordo che le mie parole le hanno suscitato. Lei ha conosciuto veramente un cane che sapeva leggere e scrivere!

In poche frasi mi racconta che a Firenze nella sua adolescenza è stata compagna di classe alla Scuola Svizzera della nipote del grandissimo Thomas Mann, Nica Borgese, diventata poi biologa molecolare/cellulareChe la madre dell’amica, Elisabeth Mann, vedova del noto letterato italiano Giuseppe Antonio Borgese, viveva al tempo con la famiglia a Fiesole e che l’interesse verso il comportamento animale aveva portato la signora a insegnare al suo cane Arlecchino, detto Arli, l’uso di una macchina da scrivere elettrica, costruita ad hoc. Battendo con il naso sui tasti di quello strumento, il setter inglese (questa era la sua razza) era arrivato a eseguire istruzioni fino a comporre alcune decine di parole, mostrando, secondo la sua educatrice, di comprenderne il significato. Al tempo la curiosa notizia era stata oggetto di un articolo di una rivista e l’esperimento era stato ripreso nel libro The language barrier della stessa Elisabeth Mann Borgese.

Dopo qualche settimana, la signora Rossana incontrata ad Atrani ha tenuto a farmi sapere che, con la sua amica Nica, rintracciata nel frattempo, avevano rievocato il ricordo di Arlecchino e delle felici scorribande in motorino sulle colline di Fiesole, compiute insieme ai loro cani, Arli e Sniff. Facile immaginare il piacere da quel riaffiorato ricordo.

Quanto a me, la considerazione da trarre era che le mie immaginazioni letterarie su un cane in grado di leggere e scrivere non erano poi così originali e che la realtà aveva anche in questo caso superato la fantasia.

Mi restava la soddisfazione di aver provocato a distanza di tanti anni le memorie comuni di due amiche, protagoniste di un lessico spensierato, nella proiezione di una delle famiglie più importanti nella storia intellettuale del Novecento.

Ne ho immediatamente dato merito a Quick e alla sua volontà di alfabetizzarsi. E mi è sembrato anche di aver udito un guaito di apprezzamento proveniente dal mondo delle anime animali. L’immaginazione fa davvero strani scherzi.

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