sabato, settembre 22

Giu’ la testa

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Tempo di lettura tre minuti.

“Di qui nacque che tutti i profeti armati vinsono, e li disarmati ruinarono. Perchè oltre alle cose dette, la natura dei popoli è varia; et è facile a persuadere loro una cosa, ma è difficile fermarli in quella persuasione”

Niccolò Machiavelli, Capitolo VI Il Principe

Pubblichiamo la lettera di dimissioni del dr. Mario Nava da Presidente della CONSOB. Non può non suscitare perplessità la procedura seguita ad opera dei 4 capigruppo parlamentari dei due partiti di maggioranza, come chiarisce l’interessato stesso, che hanno invocato e preteso dal Presidente la sensibilità istituzionale di autorimuoversi. Il popolo sovrano illumina i suoi rappresentanti che a loro volta provvedono a far saltare le poltrone. A furor di popolo verrebbe da dire: il popolo da’, il popolo toglie. Sebbene si tratti di incarichi importanti assegnati dai massimi organi costituzionali nel rispetto di procedure di nomina volute dalla legge, con attento bilanciamento dei poteri intervenienti. È iniziato il cambiamento dei vertici delle Autorità di settore all’insegna del principio uno vale uno? Chi sarà il prossimo? E che accadrà al Governatore Visco che una mozione di sfiducia l’aveva già ricevuta dal PD pochi giorni prima della sua riconferma nell’ottobre del 2017, alla vigilia della apertura della Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche? Commissione che si espresse in modo molto critico riguardo ai controlli sulle 7 banche fallite senza che poi nulla accadesse.

Quel che colpisce di più nell’Italia del cambiamento è che la vicenda del Presidente Nava non sia stata rivelata da nessuno, se non dall’interessato. Colpisce anche che egli nella lettera abbia usato per ben due volte un termine che non abbiamo mai sentito: isolato!  Grazie dr. Nava.

“La questione legale della mia posizione amministrativa è stata decisa e validata da ben quattro istituzioni, Commissione europea, Presidenza del Consiglio, Presidenza della Repubblica e Corte dei Conti, e non necessita miei commenti ulteriori. La questione è quindi solo politica. La Consob è indipendente, ma non può essere isolata. Consob deve poter lavorare non solo con le altre autorità indipendenti, ma anche con le istituzioni politiche.
Sono stato chiamato a questo incarico in quanto esperto autorevole delle norme e dei regolamenti finanziari europei che disciplinano il mercato italiano. Sono stato chiamato con l’obiettivo di rilanciare il mercato e rilanciare l’Autorità nelle sue funzioni di vigilanza e protezione del risparmio e dell’investimento. Sono stato chiamato con l’obiettivo di integrare la Consob meglio nei vari consessi europei e internazionali. Ho accetto l’incarico con gioia e entusiasmo.
Ora però queste mie caratteristiche e questi obiettivi sembrano essere considerati un insormontabile ostacolo.

La richiesta di dimissioni per “sensibilità istituzionale” da parte dei quattro capigruppo di Camera e Senato dei due partiti di maggioranza sono un segnale chiaro e inequivocabile di totale non gradimento politico. Il non gradimento politico limita l’azione della Consob in quanto la isola e non permette il raggiungimento degli obiettivi sopra ricordati.
Responsabilmente quindi, senza alcuna vena polemica, e avendo come unico obiettivo l’interesse più alto dell’Italia, rimetto con dispiacere le mie dimissioni da Presidente della Consob informandone la Commissione ai sensi dell’articolo 4.3 del Regolamento Consob.

Sono certo che il mio sacrificio personale rasserenerà gli animi, dimostrerà quanto tengo personalmente all’indipendenza di questa Autorità al di là dei miei interessi personali, e permetterà al Governo di indicare un Presidente con caratteristiche ad esso più congeniali. Permettetemi solo di chiudere con alcuni ringraziamenti. Voglio ringraziare il Personale della Consob che nella sua stragrande maggioranza si è dimostrato di altissimo livello e dotato di grandissima professionalità. In pochi mesi abbiamo intrapreso tantissime azioni, in tema di vigilanza, di ispezioni, di sanzioni, di tutela del consumatore, di cooperazione con la Banca d’Italia, di riforme interne, di arbitro finanziario, in materia di cooperazione internazionale e abbiamo impostato le sei priorità per il Piano operativo 2019-2021, che mi auguro sarà portato avanti con determinazione dal mio successore.

Voglio ringraziare tutti gli operatori di mercato che ho incontrato in questo periodo, e che mi hanno dimostrato una grande voglia di ben fare e agire in questo paese. Voglio ringraziare il Ministro Padoan e il Presidente Gentiloni e soprattutto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per la fiducia riposta in me e per il loro costante supporto e vicinanza durante questo periodo.
Grazie e auguri di buon lavoro a tutti.
Mario Nava

Roma, 13 settembre 2018”

 

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