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I cani in aiuto ai pazienti oncologici

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Gli I.A.A. “Interventi Assistiti dagli Animali”, gergalmente ancora definiti con il nome di “Pet Therapy”, sono una co-terapia non farmacologica di tipo ricreativo, ludico, educativo e/o assistenziale finalizzata al miglioramento della qualità della vita e del benessere di bambini, anziani, persone con disabilità, i malati lungodegenti, i malati terminali, i malati oncologici – ma non solo.

Gli interventi assistiti con gli animali (IAA) sono stati regolamentati in Italia attraverso l’Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano siglato il 25 marzo 2015.

In funzione delle finalità per le quali l’animale viene coinvolto nell’intervento, possiamo distinguere:

Terapia assistita con gli animali (TAA);

Educazione assistita con gli animali (EAA);

Attività assistita con gli animali (AAA).

Gli I.A.A, prevedono il coinvolgimento di un’équipe multidisciplinare composta da diverse figureprofessionali, sanitarie e non, e da operatori che concorrono alla progettazione e alla realizzazionedell’intervento, ognuno per le proprie competenze, lavorando in sinergia. L’equipe garantisce il buon andamento del progetto attraverso uno stretto monitoraggio del benessere delle persone coinvolte nel progetto, degli animali e degli operatori.

IL PROGETTO I.A.A. H-DOG del REPARTO ONCOLOGIA OSPEDALE SAN DONATO DI AREZZO

Progetto:

L’ Associazione di Promozione Sociale G.A.I.A. presta servizio presso Ospedale San Donato di Arezzo dall’ anno 2007, nei reparti di Oncologia e Radioterapia; negli Ospedali della Valtiberina e della Gruccia nei reparti Oncologia. Nel 2019 causa Covid le attività sono state interrotte e riprese nel Maggio 2023.

Tipologia di Attività erogata: A.A.A

Frequenza visite: 2 volte a settimana

Animali coinvolti: cani (Frida Golden Retriever, Elosie, Bella Jack russel, Letizia Cocker Spaniel, gatti Simba Regdoll, Jiulis Scottish Fold).

Monitoraggio: Questionari di monitoraggio somministrati ai pazienti  per valutare l’efficacia dell’intervento.

Obiettivi progetto:

Aumentare le competenze di coping;

Ridurre i sentimenti di depressione, ansia e sofferenza;

​indurre il Rilassamento corporeo;

-Contribuire al riequilibrio dello spazio mentale (sospensione del pensiero ansiogeno e depressivo);

Migliorare la capacità di espressione delle emozioni (possiamo fungere da punto di sfogo e di apertura al dialogo interpersonale);

Alleviare la sofferenza (proponendo esperienze distrattive);

Incrementare ed ampliare la predisposizione allo scambio affettivo e allo scambio  interpersonale;

​Promuovere il riconoscimento, l’espressione e l’elaborazione delle emozioni.

Durante tutta la storia della malattia, la persona deve affrontare molte incertezze ed alti livelli di stress, ossia deve imparare a convivere con tutto ciò che è inerente alla malattia come l’ambiguità del tumore, i problemi dei suoi possibili sviluppi, il rischio di recidiva, della rapidità con la quale la malattia può progredire e soprattutto l’impatto che quest’ultima ha sul sistema relazionale (Grandi & Martinengo, 2009).

In oncologia lo stress viene definito come un’esperienza di tipo emozionale spiacevole di natura psicologica, sociale e spirituale che interferisce a sua volta con le capacità del paziente a far fronte efficacemente alla malattia e ai sintomi derivanti da essa e dai trattamenti da questa richiesti (Strada, 2013).

Il cane è considerato privilegiato per questo tipo d’interventi, visto che le sue caratteristiche gli consentono di relazionarsi in modo ottimale sia all’ambiente sia alle persone qui interessate (Allegrucci & Silvioli, 2007; Piccinno, 2014; Proietti & La Gatta, 2008). Il cane è un animale in grado di riconoscere le disabilità della persona e perciò può modulare naturalmente il proprio comportamento a seconda delle caratteristiche della persona e delle circostanze in cui i due si trovano in relazione (Allegrucci & Silvioli, 2007).

I cani agiscono come catalizzatori sociali essendo in grado di facilitare la comunicazione tra due estranei, il coadiutore dell’animale interagisce simultaneamente con i pazienti in modi che possono aumentare il supporto sociale percepito dal paziente.

Le AAA possono aiutare i membri dello staff (personale socio-sanitario) ad alleviare lo stress sul posto di lavoro e a migliorare il loro umore (Bibbo, 2013).

Essere a contatto con l’animale implica il tessersi d’una nuova relazione, quella tra persona e animale, che s’esprime attraverso l’interazione reciproca e si dispiega attraverso più forme di contatto: sedendosi o sdraiandosi accanto all’animale o tenendolo in grembo, la persona percepisce il calore e la morbidezza dell’altro, aprendo le possibilità, da una parte d’apprezzare le qualità come, per esempio, i colori e/o gli odori del manto e dall’altra di partecipare attivamente alla comprensione di nuovi e numerosi segnali, ossia quella comunicazione affettiva che abilita il crearsi stesso di questa relazione (Allegrucci & Silvioli, 2007).

Gli Iaa all interno del reparto di oncologia costituiscono un valido supporto alle terapie routinarie a  cui i pazienti sono sottopposti.

Storie dal Reparto di Oncologia:

STORIE dal Reparto di Oncologia di Arezzo

Le lacrime di commozione di una neo paziente del centro oncologico relazionandosi con
Eloise(jack russel) per la prima volta.
La signora ha chiesto ad Eloise di salirle in braccio con un breve sguardo si gira e mi chiede approvazione.
La signora le parlava con un filo di voce accarezzandola con delicatezza ed intanto le scendevano lacrime di commozione per quanto lei si è sentita capita da Eloise in quel momento.
Le chiedo: Signora posso fare qualcosa? Mi risponde: no no è che questa cagnolina mi ha emozionata e’ come se capisse..non so spiegarle.
La guardo e le sorrido.
Nel frattempo arriva la figlia della signora e vedendo la madre con le lacrime, osserva un attimo la situazione ed iniziano a scenderle le lacrime.
Il prezioso aiuto dei nostri cani di cui noi siamo semplicemente collaboratori.
La cruciale importanza negli Iaa di una relazione consapevole da parte del cane e della cognizione di ciò che sta affrontando e dell’accogliere il setting di lavoro sentendosi a proprio agio.

 

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