Home Imprese&Lavoro Settembre, il mese di innesco di eventi inattesi

Settembre, il mese di innesco di eventi inattesi

383
0

Nella prima quindicina di settembre c’è sicuramente da aspettarsi che succeda qualcosa di inatteso. Molti inneschi di eventi si attivano in questo mese.

Un mese fatidico

Il 1 settembre 1939 i soldati tedeschi sollevarono la barriera del confine tedesco-polacco e dilagarono nel paese slavo. Il 2 settembre di sei anni dopo nella baia di Tokyo il generale McArthur ricevette la resa incondizionata del Giappone.

Il 4 settembre 1957 l’allora Unione Sovietica mise in orbita intorno alla Terra lo Sputnik 1, dando inizio all’era spaziale. Il giorno dopo usciva a New York “Sulla strada” di Jack Kerouac.

Il 4 settembre di 32 anni dopo Sergey Brin e Larry Page registravano il dominio “google.com”.

C’è anche un 8 settembre che ha affossato la monarchia in Italia.

Oggi, 11 settembre

L’11 settembre 1973 a Santiago del Cile il Palacio de la Moneda era in fiamme  bombardato dalle truppe di Augusto Pinochet. A proposito, il prossimo 15 settembre su Netflix sarà disponibile il film Il Conte, la biopic macabra e vampiresca del capitán-gen­eral filmata da Pablo Larraín e premiata sabato scorso a Venezia per la miglior sceneggiatura.

Il regista cileno dopo Neruda (AppleTV a noleggio), Jackie (Prime Video) e lo splendido Spencer (Now TV) mette un nuovo inquietante tassello alla sua ritrattistica. Con El Conde  vuole dirci: i dittatori non scompaiono mai, sono come pulsanti vampiri sanguinari.

L’11 settembre 2001 è successo quello che tutti sappiamo.

Girovagando

Anche in questo inizio settembre sono arrivate molte notizie curiose e particolari, non certo epocali come quelle sopra, ma comunque sorprendenti.

Andremo a visitare gli ospedali pubblici di New York, perché ci sono.

Poi ci sposteremo a Birmingham nel Regno Unito dove gli amministratori comunali hanno issato bandiera bianca.

Il daspo a Puskhin in Ucraina fa molto male alla cultura e alla civiltà ma, 900mila anni fa, sarebbe potuta accadere l’estinzione della  cultura e della civiltà umana.

Il grafico della settimana mostra l’ascesa di una sconosciuta industria farmaceutica danese che vale più di qualsiasi altra società europea. E ti credo che sia successo! Sembra che abbiano un farmaco efficace per combattere l’obesità, una asset…enorme.

Buona lettura!


Dov’è il miglior ristorante in città? All’ospedale!

Se siete a New York e fate questa domanda, aggiungendo però “vegano”, vi sentirete probabilmente rispondere: negli ospedali del Comune.

Il sistema ospedaliero del Comune di New York, il NYC Health + Hospitals, comprende una dozzina di cliniche e molte altre strutture ambulatoriali. Tutte forniscono servizi e cure ai residenti della grande mela indipendentemente dal loro stato assicurativo o dalle loro capacità finanziarie.

È un sistema pubblico gratuito. Se avete qualche ritaglio di tempo guardate un paio di episodi della ottima serie medica New Amsterdam (Netflix) girata al Bellevue Hospital di Brooklyn, parte del sistema ospedaliero comunale.

In tutte le strutture del NYC Health sono serviti di norma pasti con cibi a base vegetale. Se un degente vuole la carne, le uova o i latticini deve esplicitamente chiederlo perché non li trova nel menu.

Nove su dieci pazienti accetta e consuma volentieri questo tipo di pasto. Addirittura il livello di soddisfazione per il cibo tocca il 90%.

È stato il sindaco di New York, Eric Adams, a volere questo cambiamento. Il suo scopo è ridurre l’inquinamento atmosferico da carbonio della città. Come ci dice una ricerca della Università di Oxford, nutrirsi con cibi a base vegetale riduce le emissioni di Co2 del 75% rispetto all’alimentazione con carni e latticini.

Adams non vuole però che si utilizzi la parola vegano per definire la sua iniziativa, perché quel termine tende a non predisporre favorevolmente verso il servizio. Meglio parlare di alimentazione a base vegetale.

Sembra che nel mondo ci sia un solo altro ospedale che fa la stessa cosa: a Beirut in Libano.

Se possono farlo a New York e a Beirut, due città difficilissime, beh! allora lo si può introdurre ovunque! Come tutte le cose buone, richiede solo un po’ di coraggio.


Succede a Birmingham

Una delle migliori serie viste negli ultimi anni si svolge in una Birmingham ferruginosa e cavernosa, seppur operosa e brulicante di vita. È Peaky Blinders (Netflix) che ha come protagonista l’ambizioso e carismatico Thomas Shelby, interpretato da Cillian Murphy che abbiamo visto in Oppenheimer.

Nell’odierno Regno Unito, Birmingham, come Milano in Italia, è la seconda città del paese per popolazione. E come Milano è una città multiculturale, terziaria, innovativa, dinamica, con una vibrante vita culturale e con due buone squadre di calcio che si sfidano nel “Second City Derby”.

Al pari di Bologna è una città dove si sono avvicendate principalmente giunte di sinistra, che in Inghilterra significa Labour Party.

Birmingham, per estensione, è anche la più grande municipalità d’Europa, nella quale è successo qualcosa di insolito e anche bizzarro.

Proprio in questi giorni il Comune di Birmingham ha dichiarato fallimento e chiesto la protezione dai creditori.

Neppure la gravissima crisi finanziaria portò, nel 1975, il Comune di New York a un passo simile.

La richiesta del fallimento è attribuibile a una sentenza della Corte Suprema di Londra che ha condannato il Comune a pagare alle dipendenti il bonus non corrisposto che invece hanno ricevuto i colleghi uomini in mansioni analoghe.

Il Comune ha già versato un miliardo di sterline, ma ora ha scoperto di doverne altri 600 milioni che non sono nella sua disponibilità.

Una figuraccia anche per il Labour Party e il suo leader, Sir Keir Starmer, probabile prossimo primo ministro.

—————————————————————————-

La depushkinizzazione

Gli ucraini stanno rimuovendo dal loro territorio tutte le statue e rinominando le strade dedicate allo scrittore Alexander Pushkin (1799-1837), l’autore del romanzo in versi Eugen Onegin e del dramma storico Boris Godunov.

Pushkin è visto dagli Ucraini come la versione culturale dell’aggressione russa.

In effetti Pushkin è stato un grande poeta, ma anche il poeta dell’imperialismo russo, così come Rudyard Kipling, altro grande autore, lo è stato dell’imperialismo britannico.

Il ministro degli esteri russo Lavrov non è nuovo a recitare versi tratti dalla poesia del 1831 di Pushkin dal titolo “Ai calunniatori della Russia” che mostra il chiaro intento dominatore sui popoli limitrofi.

Non meraviglia quindi che sui social media gli attacchi missilistici russi siano bollati come incursioni dei “pushkinisti”.

Il danno alla Russia delle scelte di Putin non è solo politico-militare e umano, ma è anche culturale. La letteratura e la lingua russa avrebbero potuto essere arricchite dal contributo degli autori ucraini e degli altri popoli già parte dell’impero russo, così come la letteratura inglese è stata arricchita dal lavoro degli scrittori asiatici, africani e caraibici.

Cercando di ripristinare con la forza il “primato russo”, Putin ha distrutto questa possibilità.

Solo quando gli ucraini torneranno a dormire sonni tranquilli potrà accadere che tornino a leggere con piacere l’Eugene Onegin, Il cavaliere di bronzo o La figlia del capitano, sceneggiato nel 1965 dalla Rai con due grandi interpreti della scena italiana come Amedeo Nazzari e Umberto Orsini.

Una statua del poeta russo Alexander Pushkin viene smantellata nella città ucraina di Dnipro nel dicembre 2022.

Quasi estinti

L’umanità, chiamiamola così, è arrivata a un passo dall’estinzione 900mila anni fa. Ad affermarlo sono degli studiosi cinesi su “Nature”. Dicono di poter asserire che un super collo di bottiglia (super bottelneck), provocato da un fattore climatico catastrofico, portò alla scomparsa del 99% dei nostri lontanissimi antenati. I 1280 sopravvissuti per 100mila anni condussero una vita solitaria accoppiandosi tra loro.

Tale consanguineità riproduttiva spiegherebbe anche la nostra bassa diversità genetica rispetto agli altri mammiferi.

Il team della ricerca fonda questa ipotesi sul presupposto che le mutazioni genetiche si verificano e si accumulano nelle popolazioni a un ritmo abbastanza costante. Si possono seguire attraverso le generazioni ed è possibile monitorare il modo in cui si incontrano e si “coalizzano”. È così possibile stimare le dimensioni della popolazione in un determinato momento.

In linea di massima, maggiore è il tasso di coalescenza (cioè l’unione di due o più popolazioni genetiche separate per formarne una più grande) minore è la dimensione della popolazione.

Censendo e rintracciando le mutazioni genetiche in oltre 3.000 genomi moderni, provenienti dall’Africa e da altrove, i ricercatori hanno dedotto che l’umanità ancestrale è crollata 930.000 anni fa fino alla quasi-estinzione.

I 1280 sopravvissuti uscirono dal collo di bottiglia 100mila anni dopo che la scoperta del fuoco avviò una esplosione demografica.

La crisi genetica di allora avrebbe innescato, secondo gli studiosi, la scissione dell’albero genealogico dell’Homo heidelbergensis, una delle forme più antiche dell’Homo, dal quale si è evoluto l’Homo sapiens. Da lì in poi è noto.


Il grafico della settimana: il volo di Novo Nordisk

Una centenaria impresa farmaceutica danese, Novo Nordisk con sede a Bagsværd nei pressi di Copenaghen, dà sola realizza il 20% del PIL danese e potrebbe salire al 40%. La sua capitalizzazione è adesso quasi doppia del valore del prodotto interno. Negli ultimi cinque anni ha aggiunto un valore pari al 3,4% alla crescita della Danimarca.

L’istituto di statistica danese sta pensando di pubblicare dei dati sull’economia del paese che non includano le attività di Novo Nordisk nei computi.

Novo Nordisk ha di speciale Wegovy. Wegovy è un farmaco considerato “rivoluzionario nel campo dell’obesità” (NYT, 28 agosto 2023).

La FDA, l’autorità del farmaco americana, ne ha già autorizzato l’impiego nel 2021 e quella inglese lo ha fatto in questi giorni. I risultati sono incoraggianti, anche se ancora non si riescono a valutare i possibili effetti nel lungo termine.

Se si confermasse il trend positivo Novo Nordisk potrebbe diventare la prima industria farmaceutica a superare il trilione di dollari di valore (mille miliardi).

La clientela è immensa: 100 milioni di americani sono obesi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che il 13% della popolazione mondiale adulta sia da considerarsi in quella condizione.

Per ora il costo della somministrazione mensile del farmaco è ancora elevato. In Grand Bretagna varia tra 199 e 299 sterline.

Adesso Novo Nordisk è diventata la società europea di maggiore capitalizzazione, superando anche il colosso del lusso LVMH che deteneva questo primato. Ecco il grafico del “FInancial Times” che lo mostra.

Fonte: “The Financial Times”, 4 settembre 2023

Torna il sidolizzatore. A lui l’ultima parola. Mi piace la storia degli “inneschi” settembrini: tra i molti altri possibili, l’8 settembre ’43 anche per via dell’intervista di un non dimenticato R. Formica a Marco Damilano su “Domani” del 5 settembre u.s. che dà un’interpretazione di vasto respiro sull’uscita del Dottor Tropposottile, G. Amato, dedicata al disastro di Ustica. Intervista da meditare assolutamente.
Birmingham è diventata ultimamente tristemente famosa perché il locale imam ha tenuto una predica nella locale (importantissima) moschea sulla corretta lapidazione delle donne…
Un’ultima cosa: quello decretato dagli ucraini contro A.S.Pushkin è, purtroppo, molto più che un “daspo”. È un ostracismo. Male. Molto male. Tanto più se si pensa che A.S.Pushkin discendeva da un etiope, finito alla corte di Pietro il Grande come attrazione circense. Ma vi fece carriera: fino al grado di generale. Va anche detto che in Pushkin e “pushkinisti” c’è un gioco di parole: “pushka” in russo significa cannone, di cui gli ucraini sono naturalmente vittime.

Previous articleL’artista Blu a Palermo rappresenta un’opera ricollegabile ai gironi dell’inferno dantesco
Next articleUn assegno un pò bizzarro che finisce tra le mani dell’ABF

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here