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Se dovessi scegliere un film per il 2026, punterei su “Aguirre, furore di Dio”, 1972, di Werner Herzog, con Klaus Kinski. La scena legante: la zattera di Aguirre alla deriva, invasa dalle scimmie; va, ma non si sa dove. C’è qualcosa di aguirriano nella febbre contemporanea per l’oro, l’argento e i loro succedanei digitali, Bitcoin e stablecoin. Sono nuovi Eldorado: per raggiungerli occorrono fede e audacia, fino a sfidare la gravità stessa delle cose. L’ossessione di Aguirre — la ricerca folle di un Eldorado che gli sfugge, fino al delirio («troverò qualcosa di più grande») — è la metafora migliore di un anno di corsa all’oro, sia per ricchezza sia per terrore. 2026, un anno d’oro? Dipende naturalmente dai punti di osservazione e dalla posizione nel grattacielo di Horkheimer. Qui intendiamo essenzialmente il prezzo dell’oro e il suo valore simbolico. EldoradiPaolo Ardoino, laureato all’Università di Genova e co-fondatore nonché CEO di Tether, oggi con sede in El Salvador, ha accumulato 116 tonnellate di lingotti d’oro in un caveau svizzero. Al valore attuale: circa 13 miliardi di euro. Per avere un termine di paragone: le riserve auree della Svezia — PIL da 660 miliardi di euro — ammontano a 125,7 tonnellate, per un valore di circa 14,4 miliardi. Appena di più e non è molto consolatorio. A New York nel novembre 2025, da Sotheby’s, la scultura “America” di Maurizio Cattelan — un water funzionante in oro 18 carati — è stata battuta all’asta per 12 milioni di dollari. Il titolo della scultura resta volutamente ambiguo. Realizzata con un quintale d’oro, è una delle rare opere in cui il valore intrinseco (circa 10 milioni) supera quello artistico percepito: una dichiarazione involontaria sul primato dell’oro su ogni altro valore anche simbolico. Intanto il governo italiano, soffocato da un debito pubblico strutturale, valuta seriamente di sottrarre le riserve auree — le terze al mondo per quantità — al controllo della Banca d’Italia. Per farne cosa? Distribuirle al popolo? Altrove l’oro torna centrale per una ragione opposta: le banche centrali di Cina, Polonia e Turchia lo stanno accumulando a ritmo record per ridurre la dipendenza dal dollaro e prepararsi a un mondo meno dollaro-centrico. Nel 2026 arriverà anche il “gold phone” di Trump Mobile: 499 dollari, non più “built in the United States” ma, più modestamente, “brought to life in the United States”. Lo attendiamo per stimare la permuta del nostro iPhone. … e inferniLa corsa all’oro è esplosa in tutto il mondo, California compresa. Si stima in circa mille tonnellate il metallo estratto ogni anno da cercatori artigianali, spesso costretti ad affidarsi al contrabbando per monetizzarlo. Il centro di questa nuova corsa all’oro è l’Africa. In Ghana, secondo le stime, il 60% delle risorse acquifere risulta contaminato dalle attività estrattive illegali e dalle reti criminali che le accompagnano. In Madagascar, venti tonnellate di oro all’anno — pari a 2,8 miliardi di dollari — spariscono nei mercati illegali. Le gang utilizzano elicotteri e aerei sofisticati: l’oro non compare nemmeno tra le esportazioni ufficiali del Paese. In Ecuador le narco-gang si sono convertite al nuovo Eldorado: estrarre oro è più redditizio e meno rischioso. David Tait del World Gold Council avverte: con la deriva dell’oro a diecimila dollari «potrebbe essere l’apocalisse». Un alto osservatorioEd è proprio la scalata del prezzo dell’oro a 5.000 dollari l’oncia una delle 20 previsioni per il 2026 della redazione del “Financial Times”, uno dei punti di osservazione più alti — e più attenti — sul mondo contemporaneo. Con l’autoironia che distingue il miglior giornalismo di scuola anglosassone, la redazione ammette che i lettori — che partecipano ogni anno al gioco delle previsioni — spesso fanno meglio di loro. Nel 2025 il “Financial Times” ha sbagliato 7 previsioni su 20: un risultato modesto. Un lettore anonimo ne ha azzeccate diciotto. A parziale giustificazione: dall’alto osservatorio del FT, il 2025 è stato un anno impossibile da scrutare. Le 20 previsioni del Financial Times per il 2026↪ L’oro supererà i 5.000 dollari l’oncia?SÌ. In un’epoca di deficit cronici, forti tensioni geopolitiche e valute indebolite, l’oro resta una delle poche certezze sui mercati mondiali. E la sua corsa, anche rallentando, non appare affatto conclusa. ↪ In media i dazi di Trump saliranno?NO. Crolli azionari, ritorsioni cinesi, inflazione e dispute legali difficilmente spingeranno Trump verso dazi medi più alti; piuttosto lo indurranno a rinviare nuove tariffe e a negoziare accordi settoriali ad hoc. ↪ Volodymyr Zelensky dovrà rinunciare al Donbas?NO. La Russia vuole Donetsk e Luhansk per intero; anche Washington lo considera il prezzo della pace. Ma cedere il Donbas sarebbe disastroso. Solo un improbabile collasso militare costringerebbe Kyiv a capitolare. ↪ I repubblicani perderanno il controllo del Congresso?SÌ. I democratici riconquisteranno la Camera alle elezioni di novembre ma non il Senato. Il controllo consentirà di bloccare l’agenda di Trump; non è affatto escluso un terzo impeachment entro le prossime legislature. ↪ La bolla dell’intelligenza artificiale scoppierà?SÌ. Il denaro facile sull’AI è al capolinea: la frenesia ha toccato il picco. I colossi reggeranno, limitando i ribassi, ma nel 2026 ci saranno correzioni dolorose, fallimenti e perdite nel venture capital. ↪ La Francia terrà elezioni anticipate?NO. Con le presidenziali previste nel 2027, i partiti francesi non hanno incentivi a votare prima. Un nuovo scrutinio frammenterebbe ancora il Parlamento e favorirebbe solo l’estrema destra di Marine Le Pen. ↪ Il renminbi cinese si apprezzerà?NO. L’ampio surplus commerciale suggerisce che il renminbi sia sottovalutato, ma deflazione e crescita debole impediscono a Pechino il rafforzamento della valuta, anche di fronte a eventuali nuovi dazi. ↪ Crollerà il cordone sanitario contro l’AfD in Germania?NO. I successi regionali dell’estrema destra metteranno sotto pressione la CDU, ma rompere il Brandmauer rischierebbe di far saltare la coalizione di governo di Merz. Resisterà, anche di fronte a tensioni interne crescenti. ↪ Sanae Takaichi resterà premier giapponese?SÌ. Nonostante ostacoli interni, pressioni della Cina e inflazione persistente, Takaichi resta popolare tra gli elettori. La sua franchezza atipica potrebbe favorire elezioni anticipate in primavera e consolidarne il potere. ↪ Le banche centrali continueranno a tagliare i tassi?SÌ. Con l’eccezione del Giappone, le banche centrali continueranno a tagliare i tassi d’interesse nel 2026. L’inflazione residua verrà ignorata in nome della crescita economica, trainata da tecnologia e produttività. ↪ La leadership di Keir Starmer sarà contestata?SÌ. Risultati elettorali deludenti a maggio e l’ascesa di Reform UK di Nigel Farage potrebbero innescare una sfida interna al primo ministro britannico. Ma rovesciarlo resta molto difficile all’interno del Partito Laburista. ↪ Il credito privato subirà nuove perdite rilevanti?SÌ. I default sui prestiti privati sono triplicati dal 2022. Tagli dei tassi insufficienti spingeranno molte aziende indebitate verso il fallimento, danneggiando gli investitori senza però minacciare la stabilità finanziaria complessiva. ↪ L’Arabia Saudita normalizzerà i rapporti con Israele?NO. Riyadh insiste su uno Stato palestinese indipendente. Il rifiuto netto di Netanyahu e l’indignazione nel mondo musulmano per la guerra a Gaza rendono improbabile qualsiasi svolta diplomatica nel breve periodo. ↪ Avremo robot domestici?SÌ. I primi umanoidi entreranno nelle case dei più ricchi. La robotica domestica avanza rapidamente, ma autonomia completa e destrezza umana restano lontane: per ora saranno giocattoli costosi per early adopter. ↪ La crescita dell’Africa supererà quella dell’Asia?SÌ. Con la Cina in rallentamento, l’Africa potrebbe crescere più dell’Asia nel 2026. Oro forte, dollaro debole e riforme fiscali aiutano, ma le economie africane frammentate restano ancora troppo piccole a livello globale. ↪ Il computer quantistico sarà finalmente pronto per il mercato?NO. Ma il traguardo finale è in vista. I progressi in hardware e software sono rapidi e promettenti, mentre i governi esortano a prepararsi a un mondo post-quantistico che renderà obsolete molte crittografie attuali. ↪ Lula vincerà un quarto mandato da presidente del Brasile?SÌ. Economia solida, destra divisa e retorica nazionalista anti-Trump favoriscono Lula nelle elezioni di ottobre. Anche a 80 anni resta il candidato più forte del Brasile, mentre la destra litiga sull’eredità politica di Bolsonaro. ↪ Una canzone generata dall’AI scalerà le classifiche?NO. L’intelligenza artificiale può imitare tecnicamente voci e stili musicali, ma non creare vere emozioni nell’ascoltatore. Le classifiche mainstream globali restano dominate da artisti reali e dalle loro storie. ↪ Tesla capovolgerà il calo delle vendite?NO. La scadenza degli incentivi, la concorrenza cinese aggressiva e il focus di Musk su AI e robotaxi pesano sulla crescita di Tesla. Anche con nuovi modelli, i problemi strutturali emersi nel 2025 resteranno. ↪ Una atleta entrerà tra i 50 più pagati al mondo?NO. Nonostante la crescita dello sport femminile, il divario retributivo resta enorme con quello maschile. I guadagni delle migliori atlete sono inferiori persino a quelli degli uomini meno pagati nelle rispettive discipline.
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