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Giacomo Leopardi e l’operetta morale delle mascherine

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Manifesto teatrale della Fondazione San Carlo di Modena per le Operette morali
Tempo di lettura: 2’. Leggibilità ***.

Dialogo tra un venditore di mascherine e un passeggere.

Venditore Mascherine, mascherine nuove! Sicure, mai usate, ultimo modello! Bisognano, signore, mascherine nuove?

Passeggere. Davvero, mascherine nuove e sicure?

Venditore. Sì, signore!

Passeggere. E’ una fortuna, non se ne trovano più! Credete che con le vostre sarò protetto più degli altri? Che non mi ammalerò?

Venditore. Oh, illustrissimo sì, certo!

Passeggere. Come è che ne siete certo?

Venditore. Certissimo, ne sono. Le mie mascherine sono le migliori.

Passeggere. Sono come quelle che indossa quel signore là?

Venditore. Più più, illustrissimo.

Passeggere. Non vorrei illudermi! Perché sono migliori di ogni altra?

Venditore. Illustrissimo, non mi piacerebbe ingannarla.

Passeggere. Quanti anni sono passati da che voi vendete mascherine?

Venditore. Saranno vent’anni, illustrissimo.

Passeggere. A quale di cotesti vent’anni vorreste che somigliasse l’anno venturo?

Venditore. Io? Io non saprei. Magari vorrei che le mie mascherine andassero a ruba. Sono sempre state un ottimo prodotto. Mi auguro di venderne tante!

Passeggere. Non vi ricordate che vi sia capitata un’occasione così?

Venditore. No, in verità, illustrissimo.

Passeggere. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero? 

Venditore. Cotesto si sa. Ma nessuno è eterno. 

Passeggere. Chi mi garantisce che non avete cambiato la vostra morale, che non avete mutato le vostre mascherine in prodotti più scadenti. Che siete rimasto fedele a voi stesso, alla correttezza degli ultimi venti anni.

Venditore. Eh, illustrissimo, chiamo Dio onnipotente a testimone!

Passeggere. Ma non avete avuto nemmeno un dubbio, un’incertezza, la tentazione di vendere mascherine più scadenti. La gente è presa dalla fobia e non guarda tanto per il sottile. 

Venditore. Cotesto non vorrei. E poi me le ha comprate anche il Governo! Queste che le offro sono le ultime rimaste di quella partita. Milioni, sa! Un buon affare.

Passeggere. Oh, che altra migliore prova potrei avere? Se ve le ha comperate anche il Governo in gran numero. (Le guarda da vicino e ne tocca una).

Venditore: Qualcosa non va?  

Passeggere: Mi era sembrato che fossero di materiale di poca qualità…non vorrei offendervi. Mi sembrano, scusate, mi sembrano fatte di…di carta igienica. 

Venditore: Via, non scherzate! Prendetene qualcuna che altri vostri compagni di viaggio già me le chiedono. Sono le ultime!

Passeggere: Datemene due. Quanto costano?

Venditore: Cinquanta euro. E’ un buon prezzo. Vede quello là? (Indica un altro venditore di mascherine) Ne chiede cento! E le sue sono di nessun pregio.

Passeggere: Va bene, datemene due. Sono più che sufficienti. All’arrivo non mi serviranno più. Al mio paese, spero, non ne avrò bisogno.

Venditore Ecco qua. Grazie, illustrissimo (prendendo la banconota da 50 euro). Fate buon viaggio. A proposito, dove siete diretto?

Passeggere: Al Sud!

Liberamente adattato alle circostanze da Il venditore di almanacchi delle Operette morali. Che il grande Giacomo non ce ne voglia!

1 COMMENT

  1. Felice ed efficace rivisitazione di un testo che rimane senza tempo e che induce sempre a intime riflessioni.
    Per rinverdire la lettura del racconto originario di Giacomo Leopardi, da cui si è tratta ispirazione, e avendo dieci minuti di tempo libero si rimanda ad un piccolo gioiello cinematografico di Ermanno Olmi: “Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggiere” (https://www.youtube.com/watch?v=hiJOBKJZNaU).

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