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L’empatia del dr. Visco ai tempi del Coronavirus

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Vincent Van Gogh, Sottobosco con due figure (1890)
Tempo di lettura: 4’. Leggibilità **.


L’empatia è un concetto economico.

Nel 2006, parlando agli studenti della Northwestern University a Chicago, Barack Obama racconta dell’«empathy deficit». Il riferimento all’empatia come fatto positivo fu assai frequente nei discorsi dell’ex presidente americano e qualche anno dopo, nel 2011, il primatologo Frans de Waal pubblicò un saggio, L’età dell’empatia. Nel medesimo anno usciva il libro dell’economista e futurologo Jeremy Rifkin, La civiltà dell’empatia.

Si voleva superare una fase storica in cui l’avidità di finanzieri e banchieri ci aveva sprofondato in una crisi globale anche per colpa degli egoismi degli esseri umani.

Ma è una visione ristretta e fuorviante della natura umana, che contraddice quello che sappiamo della nostra specie, e anche di altre.

Come spiega Frans de Waal, la cooperazione e la responsabilità sociale hanno un ruolo fondamentale in diversi gruppi animali. Questi comportamenti «altruistici» non sono comparsi all’improvviso. Si sono infatti radicati nel corso della lunga storia dell’evoluzione.

Da quel momento in poi il tema della condivisione si diffonde e diventa sempre più comune parlare della capacità di immedesimarsi nella condizione di un’altra persona fino a coglierne i problemi e gli stati d’animo più intimi.

Ma che cosa significa esattamente «empatia»? Perché e come è possibile mettersi nei panni degli altri? E soprattutto quanto la nostra classe dirigente è capace di ascoltare e cioè di essere empatica con i suoi concittadini in specie in tempi di grandi sconquassi?

Empatia è capire i bisogni dell’altro

L’empatia ai tempi del Coronavirus virus

L’importante è esserci, a tutti i costi, su tutti i mezzi, per toccare e commuovere con belle parole l’animo umano prostrato dalla sofferenza e dal dolore. Io ci sono, è stato l’imperativo di tanti personaggi sin dall’inizio dell’epidemia. E infatti, in tanti ci sono stati.

Un esempio di questa comunicazione ci viene dal Governatore di Bankitalia, di solito molto presente nei dibattiti sociali ed economici del Belpaese. Ovviamente qui ce ne occupiamo per finalità didattiche e istituzionali e anche di educazione finanziaria. Ne parliamo perché, come vedremo, non essendo preparati a un incontro a distanza di questa natura, ne siamo stati sorpresi. Tanto che, una volta ripresi dalla sorpresa, ci siamo rivolti noi a lui per capire meglio il significato dell’esternazione dal punto di vista istituzionale.

Il 16 marzo a sera il personale tutto di Bankitalia riceve prima un suo messaggio scritto e poi un suo video messaggio dal titolo “Continuiamo a operare per il bene comune. Con coraggio, insieme ce la faremo”. E’ un avvolgente esercizio di comunicazione atta a persuadere e ad approvare le tesi dell’oratore, che essendo postato sul sito ufficiale della Banca diventa pubblico.

Non vi è interlocuzione o dialogo, ma una serie di conclusioni da condividere. Di fronte al flagello che ci colpisce siamo pronti a tutto, come Direttorio, come Banca d’Italia, come BCE, combattendo insieme al popolo dei dipendenti e dei pensionati, per il bene del Paese. Vi siamo vicini e vi riscaldiamo il cuore. Fine della trasmissione.

Una buona retorica, si dirà, può far sempre bene. Tuttavia, alcune reazioni si sono indirizzate a domandarsi che cosa avesse a che fare il messaggio, più consono a Papi, Re, Presidenti della Repubblica, con la normale attività di banchiere centrale.

Letta e riletta la missiva, guardato e riguardato il video non vi abbiamo scorto seppure minimali allitterazioni con il lessico proprio del banchiere.

Senza voler fare impropri paragoni, il primo pensiero è stato: perché questa vicinanza non è stata manifestata quando le tanto osannate banche del territorio sono saltate per via del risparmio tradito e del credito malato?

Un trauma che ha colpito il mondo del lavoro, le famiglie e la stessa istituzione Bankitalia, la cui reputazione non ne ha certamente beneficiato. Il sentimento affettuoso oggi rivolto a dipendenti e pensionati sarebbe stato giusto indirizzarlo anche a coloro che hanno subito gli effetti dirompenti delle crisi bancarie. Per empatia, per semplice empatia.

Tre domande specifiche

In modo più specifico, abbiamo rivolto via mail alcune domande per sollecitare risposte più consone al profilo istituzionale del preparato e pacato oratore.

A) La Banca d’Italia di cui Lei è Governatore e la banca popolare del personale dell’Istituto di emissione (la CSR) di cui egli è Presidente onorario devolveranno, a titolo di beneficenza, proprie risorse finanziarie alla emergenza sanitaria, per aiutare a colmare il gap strutturale di letti, apparecchi per la respirazione, mascherine e quant’altro?
Se sì, l’urgenza è essenziale. Forse tutti si aspettavano, in mezzo a tante parole, qualche cifra di immediata generosità.

B) In Cina, interventi di sanificazione massicci sono stati dedicati anche alle banconote usate. Stiamo facendo altrettanto e chiediamo alle banche e alle società di servizi di fare altrettanto? Perché, signor Governatore, non ha parlato di questo, per tranquillizzare o, viceversa, per invitare ad essere ancora più attenti, essendo la circolazione monetaria una delle prerogative istituzionali della Banca? Bisogna insomma lavarsi le mani con più frequenza se si maneggia contante, che come noto sta in cima alle nostre preferenze di pagatori?

C) Di conseguenza non sarebbe utile che dalla sua posizione di responsabile della Sorveglianza sui sistemi di pagamento invitasse a fare maggior uso di carte di credito e di debito e di servizi di home banking, in ragione se non altro di una maggiore igiene e del distanziamento?

Restiamo fiduciosi aspettando risposte che il popolo, siamo sicuri, apprezzerebbe, in quanto formulate da una posizione della massima autorevolezza su questioni di competenza.

Perché l’empatia non si acquista al momento, ma fa parte di un concreto e ripetuto stile comunicativo, al fine di non allontanare l’istituzione dall’opinione pubblica, proprio nel momento in cui c’è più bisogno di contrastare confusione e avvilimento. L’empatia vuole che le parole siano utili solo se seguite dai fatti.

E dunque il dr. Visco è empatico o manifesta emphaty deficit, come ricordava Obama? A voi la scelta.

 

1 COMMENT

  1. Quando ho immaginato Visco nell’attuale congiuntura lo ho associato all’empatia. Nel senso che e’ un personaggio autoreferenziale come tanti altri. Ora io credo che chi occupa un posto pubblico debba rispondere alle domande dell’opinione pubblica. Abbiamo inviato delle domande al Governatore sui compiti di Bankitalia rimaste senza risposte. Noi italiani, dispiace dirlo, non siamo abituati ma questa cosa si chiama diritto di critica. Come pure possiamo estendere tale diritto alla gestione dell’attuale emergenza.Ricordate il sindaco Sala con lo slogan Milano non si ferma ? In una societa’ civile il diritto di critica e’ croccante come il pane uscito dal forno.

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