Home Imprese&Lavoro Pillole digitali: L’intollerabile caducità degli ipertesti

Pillole digitali: L’intollerabile caducità degli ipertesti

125
0

I link sono entità delicate, soggette a “rompersi””; si tratta di un fenomeno grave, e se sì, quanto? Cassandra oggi lo ha sperimentato sulla sua pelle. 

Si sa. conoscere teoricamente un argomento è cultura, e se si tratta di una cattiva notizia, ci può preoccupare.

Ma come leggere un fattaccio di cronaca giudiziaria oppure esserne un innocente coinvolto sono due cose ben diverse, così lo sono il sapere in teoria che su Internet i link muoiono, e sperimentarlo in prima persona su un proprio articolo.

E’ successo che Cassandra, ormai invecchiata e nostalgica, si è messa da tempo a ripubblicare i suoi articoli evergreen e per l’appunto lo stava facendo, ormai in maniera quasi distratta, trattandosi di un lavoro ripetitivo e quasi completamente “meccanico”.

Scegliere cosa ripubblicare, controllare nell’indice di non averlo già fatto, recuperare l’HTML già impaginato dal sito di Cassandra Crossing (sapevate che c’è, di tutti gli articoli, e che lo trovate qui?).

Giusto per fissare le idee, l’articolo di cui parliamo è “Generazioni” scritto il 7 aprile 2006 e recentissimamente ripubblicato.

Poi editare il titolo, formattare il sottotitolo, trovare un’immagine per illustrarlo, pagandone i diritti se del caso, o mettendoci quella “standard” di Cassandra Crossing (grazie, Ska!).

Sistemare le accentate, spesso “scassate” dalle conversioni, riformattare i paragrafi con un po’ di ritorni a capo messi bene e qualche neretto qua e la per le frasi più importanti. Una bella rilettura per correggere infine qualche refuso, scappato anche a Cassandra ed alla redazione di turno.

E poi la cosa più noiosa, controllare se i link funzionano e ricercare le fonti di quelli ormai “rotti” o spariti.

E ieri erano 4 su 4. Tutti!

E’ vero che 16 anni son tanti, ma cavolo!

Evento casuale e sopravvalutato – dirà uno dei 24 imperturbabili lettori — nulla che debba preoccupare, specialmente una tosta come Cassandra”.

Beh no, mio adorato lettore.

In primis, uno dei link era proprio di un sito amorevolmente accudito da Cassandra stessa, e gli altri tre erano di risorse non “spostate altrove” (come, colpevolmente, quello di Cassandra) ma proprio sparite da Internet, aldilà di ogni motore di ricerca.

In secundis, Cassandra è terrorizzata da quanto libri e pubblicazioni universitarie utilizzino ormai i link come riferimenti bibliografici, senza fare nessun tentativo per renderli affidabili. La nostra cultura si corrompe nel momento in cui viene stampata od archiviata. Che ne sarà tra 10, 100 o 1000 anni? Meglio scrivere su tavolette di argilla, la cultura più durevole della storia, 4000 anni.

Certo, lode imperitura a Brewster Kahle ed al suo Internet Archive; se non lo conosceste, dovete leggere questa sua memorabile apparizione al CCC2015.

Grazie a lui, tutti il link mancanti erano disponibili, e le pagine recuperabili, debitamente archiviate in una risorsa durevole che, Cassandra ne è certa, la Storia un giorno paragonerà alla biblioteca di Alessandria.

Ecco, anche questi brandelli di storia, riemersi da Internet Archive come i vangeli apocrifi dai rotoli del Mar Morto, sono a posto. L’articolo è ancora vivo, ed i link sono più solidi di prima.

Selezione di una licenza libera, inserimento di qualche tag, click su “Publish”, ed infine invio di qualche messaggio in due o tre posti della Rete frequentati dagli storici o potenziali lettori di questa strana rubrica.

Ed un altro tassello dei doveri autoimposti di Cassandra è andato al suo posto.

Tutto qui.

Non vi viene per caso in mente qualcosa di simile, che dovreste fare anche voi?

Scrivere a CassandraTwitterMastodon
Videorubrica “Quattro chiacchiere con Cassandra”
Lo Slog (Static Blog) di Cassandra
L’archivio di Cassandra: scuola, formazione e pensiero

Licenza d’utilizzo: i contenuti di questo articolo, dove non diversamente indicato, sono sotto licenza Creative Commons Attribuzione — Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale (CC BY-SA 4.0), tutte le informazioni di utilizzo del materiale sono disponibili a questo link.

Previous articleUn libro per Natale sulle donne e la fotografia
Next articleMa le banche italiane sono pronte per l’open banking?

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here