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L’educazione finanziaria finisce in carcere

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C’è la metafisica e poi le cose fisiche, cioè di questo mondo. Ci hanno convinto così sin dagli studi liceali. L’educazione finanziaria appartiene alla prima categoria, al mondo ideale delle favole, del mercato concorrenziale, della combinazione rischio rendimento mentre la realtà è ben diversa con i prodotti finanziari taroccati, le operazioni baciate delle banche popolari, la vendita dei diamanti tramite gli sportelli bancari che fungono da succursali dei gioiellieri, le polizze Eurovita, vendute dalle banche che fanno le veci degli agenti di assicurazione.

Oggi apprendiamo dal sito di Bankitalia che è possibile andare anche oltre, portando l’economia e la finanza nelle carceri siciliane, un successone, inutile dirlo, come sempre capita con le iniziative del nostro istituto di emissione. Dunque la dicotomia, tra metafisica e fisica si ricompone proprio nelle carceri italiane o giustappunto nelle carceri in senso lato, dato che in Italia e nel mondo hanno “ospitato” criminali finanziari ed economici della peggiore specie. Chissà quando si è parlato di frodi con le carte di pagamento quanti risolini tra gli “studenti” o parlando di nuovi strumenti di pagamento non si sia anche veicolato l’interesse per ampliare il mercato dell’illegalità. La materia è veramente sconfinata come pure i destinatari: come fare ad esempio con chi sta ai domiciliari ? Si danno delle dispense ?

Queste commistioni sono molte scivolose. Tempo fa qualcuno di noi pretese di insegnare concetti e principi dei servizi di pagamento agli alti ufficiali della Guardia di Finanza che studiavano per passare di grado, una specie di scuola di guerra con istruttori di Bankitalia.Grande fu l’interesse quando come caso pratico si parlò della contraffazione delle banconote, un must. Il relatore fu invitato da un ufficiale presso la sua postazione e gli fu indicato un falsificatore di banconote da poco arrestato. Dottore lo riconosce ? No, chi è ? Guardi bene. Mah non mi dice niente. Guardi, il delinquente si è fatto grande, aveva recitato nel film degli anni ‘50 Totò, Peppino e i falsari e aveva la parte del ragazzino che passava la colla per fissare con una spennellata le banconote false. Un delirio, risate a go-go a sganasciarsi, la realtà aveva superato la fantasia. Il docente poteva pure ritirarsi tanto gli allievi ne sapevano più di lui.

 

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2 COMMENTS

  1. Forse c’entra poco, ma la lettura della parte dell’articolo riguardante lo “sliding doors” mi ha indotto ad andare a rileggere quanto scritto su wikipedia riguardo alla particolare pletora di eunuchi. Presenze che hanno caratterizzato un gran numero di società e di culture umane in età antica, medievale e moderna. La perpetuazione del fenomeno era essenzialmente dovuta alla grande richiesta di persone a cui poter affidare senza timore delicati compiti di sorveglianza dei ginecei e anche per impedire l’adozione di pratiche nepotistiche nel caso si fosse deciso di affidar loro importanti e delicate funzioni civili, militari o religiose. Per chi volesse approfondire, in merito al loro valore di mercato in funzione delle differenti caratteristiche (dipendenti da evirazioni pre o post pubertali), si rimanda agli ulteriori dettagli riportati nel citato portale web.

  2. Trovo molto irritante il tono roboante ed esagerato delle iniziative di Bankitalia. Confesso che non credo all’E.F. in via di principio ma non è questo il punto. Ogni intervento, anche questo nelle carceri, è subliminale. Possibile che non ci sia mai una autocritica. Mi sono occupato di queste cose per una decina di anni e non ho ricordi positivi da poter condividere. Era anch’essa una pratica, una attività dal sapore burocratico amministrativo in una regione, il Veneto, dove le banche saltavano come pop corn. Qualcosa, comunque, ancora oggi non funziona. Malgrado l’impegno dei profeti dell’E.F. – Lusardi, Visco – ultimi eravamo e ultimi siamo nelle classifiche internazionali dell’ alfabetizzazione finanziaria. Forse le banche non sono all’altezza ed è ora che anche Bankitalia se ne faccia una ragione.In fondo sono soldi pubblici che finanziano queste cose ed è pure ora di avere una rendicontazione, parziale e di sistema di quanto viene speso annualmente.In fondo anche questa è educazione finanziaria, o no ?

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