martedì, dicembre 18

Le banche non vedono al di la’ del proprio naso?

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

In questi mesi abbiamo letto ed ascoltato di tutto sulle banche: errori o sviste in sede di ispezioni di vigilanza, controlli interni omessi , mancate comunicazioni alle Autorità, milioni di euro bruciati in alcune sedute di borsa. Per fortuna che in questi giorni è stato sottoscritto un accordo tra Banca d’Italia e CONSOB, aprendo la strada ad ispezioni congiunte. Questo difficile momento del nostro sistema bancario ci fa riflettere su ciò che sarà il nostro futuro e quello dei nostri figli e nipoti. A fasi alterne il sistema non riesce a trovare un equilibrio e a stabilizzarsi per il bene di tutti. Nell’immediato, molte Banche hanno pensato a ricapitalizzazioni e in più, per non scontentare nessuno, hanno pensato ad aumentare i compensi dei loro manager e di chi occupa posizioni apicali. In effetti, riesce difficile capire cosa faranno le banche “dopo” questa fase di turbolenza ed incertezza. Che fine farà il nostro sistema bancario? In questo momento in cui l’informatica la fa da padrone (acquisti e vendite di titoli e attività finanziarie tutte online ), sono pochi i clienti che si servono delle agenzie per effettuare operazioni bancarie. Chiunque possiede un pc può tranquillamente effettuare operazioni bancarie (quasi tutte), stando comodamente seduto alla propria scrivania (c.d. home banking). Nelle transazioni commerciali l’uso della moneta elettronica è aumentato (nonostante l’aumento a euro 3.000 della somma massima consentita nelle transazioni in contante, su cui non sono d’accordo). A tale proposito, non bisogna trascurare l’eccessivo costo del contante – quasi nove miliardi di euro all’anno – a carico del sistema bancario, che si serve delle numerose Società di Servizio per curarne gestione, lavorazione e distribuzione sul territorio. Il sistema bancario di una cosa dovrebbe avere certezza: sta andando incontro ad una necessaria riorganizzazione, in tutti i sensi. Territoriale: rivisitazione della distribuzione delle filiali e delle agenzie; risorse umane: ricollocazione dei surplus degli addetti. Cosa succederà? Qualcuno si è già posto il problema del “dopo”? C’è qualcuno che, come al solito, aspetta la manna dal cielo, qualche provvedimento estemporaneo della BCE in aiuto delle malmesse aziende bancarie italiane. Nei bei discorsi dei nostri politici troviamo sempre rifermenti di come gestire e di come uscire dal grande problema occupazionale dei giovani, del loro mancato inserimento nel mondo del lavoro (se ciò accadrà e quando!). E’ giunto davvero il momento in cui bisogna rimboccarsi le maniche sul serio e non impegnarsi in prediche e richiami, che lasciano il tempo che trovano. E la BCE? Resta alla finestra? No, in questi giorni ha dichiarato che è finito il tempo delle vacche grasse!

Rino Impronta improntarino@libero.it

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