lunedì, agosto 20

Riflessioni notturne di un risparmiatore sullo spread.

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Quando lo spread inizia a salire, diventiamo tutti preoccupati e nervosi.
Il prof. Monti in Senato ci ha avvisato che dietro l’angolo è appostata la famigerata troika. Il dr. Cottarelli ha rincarato la dose, per finire con il Governatore Visco e il suo vice, istillandoci altre preoccupazioni. Mala tempora currunt, se dobbiamo invocare l’aiuto della Bce e la benevolenza delle agenzie di rating, vivendo nel timore di una nuova manovra finanziaria “lacrime e sangue”.
Mi sono chiesto se per un piccolo risparmiatore come me, questa situazione non possa avere anche dei vantaggi, mitigando gli effetti macro di un terribile aumento dei tassi di interesse sul debito pubblico, e ho scoperto di avere bisogno di due informazioni certe e attendibili: dove si vendono i BTP e a che prezzo. Le ho trovate sul sito della CONSOB, un po’ come andare al supermercato, dove ho letto del MOT (Mercato Telematico delle Obbligazioni), l’unico mercato obbligazionario regolamentato italiano.

Nato nel 1994, il MOT ha tra le sue finalità quella di agevolare l’accesso dell’investitore privato al mercato obbligazionario e di rendere piu efficiente l’operativita degli investitori professionali, offrendo un sistema di negoziazione elettronico completamente automatizzato, dalla fase di inserimento della proposta di negoziazione sino alla liquidazione del contratto eseguito.

Quanto ai prezzi, il menu e’ vastissimo e in questi giorni, a causa dell’aumento dello spread, ho trovato molti BTP a due anni a 90 euro, o giù di lì, su 100 di nominale. Che cosa può succedermi, se ne compro un po’ a 90?

1) Lo spread nei prossimi giorni aumenta e quindi il prezzo del mio BTP scende a 85; registro una perdita, ma e’ virtuale perche’ se aspetto la scadenza ricevero’ 100 di c.n.;

2) lo spread diminuisce e quindi il mio BTP aumenta di prezzo e posso venderlo con un semplice click sul MOT, guadagnando la differenza sul prezzo di acquisto ed eventualmente ricomprandone altri, con la stessa condizione sub 1);

3) avviene il default del mio paese, che unilateralmente non riconosce più interamente i suoi debiti, con conseguente perdita di valore del BTP, questa volta irreversibile.

Ho notato che su tre possibilità, due sono a mio favore. E’ come se una squadra di calcio avesse dalla sua 2 risultati utili su 3: pareggio e vittoria ad alta probabilità, ed uno sfavorevole, la sconfitta, a basso rischio, almeno a breve termine.

Anziche’ tenere oltre 2.000 miliardi in conto corrente e farci massacrare periodicamente dall’alta finanza possiamo provare a dare un contributo allo Stato italiano indebitato fino al collo, mentre le banche sono letteralmente piene di soldi e non li impiegano. Tanti soldi nei caveaux delle banche che non servono ne’ all’economia ne’ allo Stato: strano paese il nostro.

Un caveat si impone. Queste mie considerazioni non sono sollecitazione di pubblico risparmio, perche’ non sono un consulente finanziario. Vi ho solo raccontato quel che faro’ nei prossimi giorni, perche’ sono convinto che la finanza debba servire a migliorare la nostra vita, non a terrorizzarla.

Mi chiedo se mi sbaglio. E in tal caso, vi prego di correggermi.

Dopo tutto è educazione finanziaria anche questa.

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