martedì, Marzo 26

Ecofavola dei due pianeti

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Tempo di lettura:tre minuti. Test di leggibilità ***.
Grandi e piccini si erano a poco a poco abituati a veder comparire, nel cielo buio delle notti senza luna, un nuovo pianeta. Era di uno smagliante verde-azzurro.
Era tanto bello da vedere che il fascino vinse subito sulla paura. Così tutti aspettavano le notti nelle quali sarebbe comparso.
La luna, quando tornava visibile, non attirava più né scienziati, né poeti, né innamorati. Tutti erano innamorati del nuovo pianeta.
Il mondo davanti a quella immagine meravigliosa si era davvero globalizzato.
Bisognava solo ammirare lo spettacolo, senza perderne un’immagine, un movimento, ogni più piccolo dettaglio.
Fu così che qualcuno cominciò a cogliere taluni mutamenti, minimi all’inizio, quasi impercettibili, sulla superficie del pianeta.

Dal video di Luca Alinari “Vuoi essere universale?”

Molti non vi facevano caso. Altri negavano che vi fossero variazioni. Dicevano che i colori erano sempre vivi e brillanti. Che il verde e l’azzurro mantenevano le stesse tonalità. Anzi a ben guardare erano addirittura più netti e smaglianti.

Poi quei cambiamenti divennero evidenti. L’azzurro cominciò a mutare verso il giallo e il verde verso il marrone.
Ma lo spettacolo era sempre bello. Chi negava  i cambiamenti in corso ebbe la meglio nel convincere chi cominciava a nutrire qualche dubbio.
L’opera di distruzione era in atto. Se neghi la realtà, prima o dopo ti trovi a doverla affrontare.
Il processo non si fermò, anzi prese velocità e cominciarono a essere visibili macchie rossastre, fino a quando il pianeta diventò per lo più di un rosso mattone, salvo piccole macchie di verde, che ancora resistevano.
Le persone litigavano sempre più ferocemente fra di loro. Ognuno improvvisava una nuova teoria sulle motivazioni del cambiamento.
Anche la politica volle dire la sua. Alcuni governanti sostenevano che quel mutamento fosse una semplice suggestione. In alcune parti del mondo addirittura nemmeno ne parlavano o facevano finta che il problema non esistesse.  La testa delle persone si riempiva di facile propaganda.
Il piccolo pianeta, si diceva con sicumera, era sempre lo stesso, salvo probabilmente alcuni innocui effetti ottici dovuti alla rifrazione dell’atmosfera. Tra qualche tempo sarebbe tornato tutto come prima. La preoccupazione per la momentanea perdita dello spettacolo verde-azzurro non doveva affliggere nessuno.

Dal video di Luca Alinari “Vuoi essere universale?”

Ma il teatrino si esaurì presto.

La situazione cambiò. La colpa fu del solito scienziato curioso. Avvertiva più di altri il bisogno di capire il perché dell’esistenza di quel pianeta e della sua trasformazione cromatica.

E così scoprì l’arcano. Ritrovò un vecchio file, perso nelle memorie di un computer di prima generazione.

Gli comparve sullo schermo la storia di una spedizione spaziale, di cui si era persa memoria. Scoprì che un gruppo astronauti, partiti dalla Terra, erano atterrati sulla Luna per costruire uno specchio di enormi dimensioni.
Portata a termine la missione, erano ritornati alla base, con il vincolo del più assoluto segreto.
Quell’enorme specchio appoggiato sulla superficie lunare e puntato sulla Terra era stato costruito per riflettere l’immagine del pianeta. Ed era stato programmato per essere retroilluminato ogni notte di novilunio, affinché l’immagine della Terra fosse visibile a tutti. Tutti avrebbero potuto ammirarla, controllarne le trasformazioni. Correggere le deviazioni.
Quando gli uomini scoprirono che quello che stavano guardando ogni notte non era altro che il pianeta sul quale abitavano, prima in pochi, poi in numero sempre maggiore iniziarono a volere un cambiamento. Dovevano restituire alla Terra il suo colore verde-azzurro.
Ogni giorno aumentavano le persone che facevano la cosa giusta, che facevano le scelte migliori per curare il pianeta. Adesso tutti controllavano sullo specchio ogni sfumatura che segnalava un miglioramento.
Le cose cominciavano ad andare bene.
Mese dopo mese i colori miglioravano e questo spingeva tutti, donne, uomini, Stati, associazioni, fabbriche a comportarsi sempre meglio, perché tutti vedevano in quei colori il proprio futuro e il futuro dei propri figli.
Fu così che il pianeta tornò ad essere un luogo bello, sano e con lo spazio giusto per tutti.
Questa è la storia di un corpo celeste lontano, che per comodità abbiamo chiamato Terra, perché è molto simile alla nostra Terra. I suoi abitanti sono simili a noi, ma al momento non siamo noi.
Da qua non è mai partita una spedizione sulla nostra Luna per costruire uno specchio per osservare i mutamenti della nostra Terra. Però abbiamo tanti scienziati curiosi. Grazie ai loro studi sappiamo che il pianeta che abitiamo sta cambiando colore. Ascoltiamoli, non abbiamo molto tempo.
Alcuni di loro dicono che ci sono 12 anni al massimo prima di cominciare ad assistere a fenomeni irreversibili di cambiamenti climatici.
Se pensate di fare qualcosa raccontate a tutti questa favola. E non solo. Ognuno di noi può fare veramente qualcosa. Il mondo è nostro. Scegliamo di non delegare ad altri il nostro destino.
A tutti noi piace che le favole abbiano sempre un lieto fine. E non vogliamo nemmeno per un attimo immaginarne uno diverso.
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2 commenti

  1. Alberto Contini on

    E lo specchio rappresentativo di quello che abbiamo fatto fino ad ora , uno specchio che ci deve trasmettere cosa fare a partire da oggi per invertire la rotta molto più velocemente di quanto non abbiamo saputo intraprendere fino ad ora , e la nostra casa e delle generazioni a venire , dobbiamo salvaguardarla , e i giovani consapevolmente sono già pronti e ci dicono facciamolo subito !! Grazie Ursula per il tuo impegno !!

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