Home Imprese&Lavoro Come due under-25 hanno “battuto” un’azienda multimilionaria

Come due under-25 hanno “battuto” un’azienda multimilionaria

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Madrid, Museo del Prado – Francisco de Goya Crono/Saturno divora i suoi figli
Tempo di lettura: 3’. Leggibilità ***.

Il lupo e l’agnello.

“Un lupo vide un agnello vicino a un torrente che beveva e gli venne voglia di mangiarselo con qualche bel pretesto…” così inizia la famosa favola di Esopo.

“La mia cliente è  a conoscenza che utilizzate il segno “XYZ” come marchio e ditta,  nome del dominio (https://www.XYZdigitalag.it) e sui social per contrassegnare servizi professionali identici a quelli della mia assistita XYZ C. S.p.a.”, questo è l’inizio della contestazione contenuta nella lettera raccomandata che si sono visti improvvisamente recapitare, da un noto e importante studio legale di una grande città diversa dalla propria, due giovani web designer che hanno avviato da pochissimi mesi la propria attività, nel campo fortemente innovativo del marketing digitale.

Proprio come il lupo di Esopo, dopo aver contestato la presunta contraffazione di un marchio di “fatto” ai due giovani che hanno semplicemente utilizzato per la propria attività professionale una denominazione derivata in forma gergale dal proprio cognome, il suddetto studio legale arriva addirittura a prefigurare un’attività di “concorrenza sleale” (richiesta che non pare tener conto che il marchio  oggetto di contestazione è ampiamente usato o, meglio, “abusato” nel settore della comunicazione e non solo, tanto che una qualsivoglia ricerca su internet, così come sui registri di marchi di tutto il mondo, restituisce un elevato numero di risultati).

Il principe del foro 

L’illustre “principe del foro” non sembra essere consapevole della sproporzione di tale accusa: da un lato, la sua cliente, una società che può vantare un fatturato di diversi milioni di euro e annovera tra i propri clienti importanti imprese nazionali e anche multinazionali; dall’altro lato, una neonata realtà professionale, pure innovativa, che finora ha svolto, peraltro a titolo essenzialmente gratuito, servizi digitali a favore di alcuni giovani imprenditori, anch’essi all’inizio della loro attività.

Dopo tali contestazioni, per i toni e i contenuti molto vicine a quelle pretestuose del predatore della fiaba di Esopo, arriva la richiesta perentoria di procedere “al tempestivo trasferimento della titolarità del nome a dominio “https://www.XYZdigitalag.it” a favore della impresa da me assistita”. 

E’ questo il vero motivo della contestazione: l’uso di quel dominio, grazie alle competenze dei due giovani web designer, che hanno adottato tecniche di ottimizzazione “SEO” (Search Engine Optimization) per posizionare il proprio sito web ed efficaci modalità di comunicazione nel definire i messaggi sui social media, ha consentito alla loro agenzia di essere il primo risultato della ricerca su Google in Italia mediante parola chiave “XYZ”. Invece, dell’impresa “S.p.a.”  (che non si è mai curata di utilizzare strumenti digitali per promuoversi) non vi è praticamente traccia.

Morale della favola: “The Silence of The Lambs” (*)

Davide che abbatte Golia? Purtroppo no, perché i due giovani imprenditori, per evitare costosi contenziosi giudiziari dagli esiti incerti, hanno rinunciato al marchio e liberato il dominio.

Questa piccola storia dimostra ancora una volta la necessità di riformare un sistema (sclerotizzato, burocratizzato) in cui la fanno ancora da padrone le imprese tradizionali che, incapaci di adeguarsi ai veloci cambiamenti richiesti dall’attuale contesto competitivo e di rimuovere i fattori di debolezza  e i profili di “senilità” che connotano le loro organizzazioni e strategie, si affidano a sotterfugi formali sfruttando una regolamentazione cavillosa e, per diversi aspetti, arcaica.

E’ anche questo atteggiamento che impedisce la nascita e lo sviluppo di nuovi progetti imprenditoriali nei settori innovativi che tanto farebbero bene al sistema produttivo del nostro Paese.

Purtroppo i governanti di turno si dicono sempre pronti ad avviare iniziative e tutele efficaci a favore dei giovani e dei loro talenti, ma si guardano bene dal riformare un sistema che sembra saldamente ancorato al mito di “Crono”, la nota divinità greca che, per paura di essere spodestato, divorava i propri figli appena nati.

(*) E’ appena il caso di rammentare che il titolo del romanzo e del famosissimo film “The Silence of The Lambs”, letteralmente “Il silenzio degli agnelli”, venne a suo tempo (1991) italicamente tradotto ne “Il silenzio degli innocenti”, perché sembra si volesse evitare il richiamo una famiglia imprenditoriale alquanto importante nell’industria automobilistica (all’epoca) nazionale. Potenza del marchio familiare!

2 COMMENTS

  1. Ottimo esempio che caratterizza alcune delle contraddizioni di questo tempo. Emblematico poi il paragrafo conclusivo, che sintatizza perfettamente lo stato dell’arte – in campo industriale e non solo – dove da troppo tempo egemonie incontrastate e le varie lobbies consolidate difendono privilegi talvolta non avendone più alcuna valida ragione.
    Per cambiare veramente alcuni privilegi la strada appare assai lunga ….. e, nonostante i cambiamenti di facciata e i ripensamenti ideologici, la politica non aiuta: sigh!

  2. In assenza di politiche attive di tutela delle parti più deboli da parte dello Stato, non resta che assistere amaramente a quanto raccontato ove alcuni esponenti delle professioni cd.liberali si comportano come squali che sentono arrivare la preda. Sconcertante.

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