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La maxi truffa milionaria delle criptovalute

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I fatti
Le indagini erano iniziate nei primi mesi del 2018, quando l’amministratore unico della piattaforma BitGrail, Francesco Firano, denunciò il furto di un enorme ammontare di criptovalute Nano (allora chiamate XRB), pari a 120 milioni di euro.

Con un annuncio pubblicato qualche mese dopo, BitGrail informò che, per ordine del Tribunale di Firenze, i NANO contenuti nei portafogli dell’azienda erano stati confiscati.

“In data 5 Giugno 2018, in forza dei provvedimenti del Tribunale di Firenze, i Bitcoin contenuti nei wallet della società sono stati sequestrati e posti sotto il controllo dell’autorità giudiziaria, in attesa di ulteriori provvedimenti del Tribunale di Firenze nel giudizio prefallimentare”.

Il 21 gennaio 2019 la Sezione Fallimentare del Tribunale di Firenze dichiara il fallimento di una serie di società riconducibili al Firano con una sentenza definita storica e che consigliamo di leggere. Ciò che ci ha colpiti di più è che fenomeni complessi ed intricati come le criptovalute sono stati dipanati e risolti, ai fini dell’ assoggettabilità al fallimento delle società operative, facendo ricorso alla legge fallimentare italiana e a principi risalenti al diritto romano. Un vero capolavoro di ingegneria giuridica dei magistrati nella redazione della sentenza che, tuttavia, pone in evidenza l’assenza di adeguati presidi di diritto ex ante difesa degli utenti.

Dopo serrate ed estese indagini, proprio in questa fine del 2020,  la Polizia Postale di Firenze è riuscita a mettere le mani sull’uomo che ha architettato la truffa BitGrail, eccellenza italiana nel settore delle criptovalute dalla quale sono stati sottratti 120 milioni di euro a 230.000 risparmiatori.

L’autore di quello che è stato definito dagli inquirenti “il più grande attacco cyber-finanziario mai compiuto in Italia” sarebbe Francesco Firano, sul quale ora pendono accuse che vanno dalla frode informatica alla bancarotta fraudolenta.

In estrema sintesi, abbiamo riportato la mera sequenza di fatti e di eventi che hanno causato una truffa colossale di denaro, apparentemente investito in criptovalute, ma che si sarebbe alla fine volatilizzato nelle tasche di pochi. Sottolineiamo, accanto ai fatti, la situazione di vuoto normativo e di assenza dei controlli in cui si sono sviluppati i crimini. La magistratura avrà il suo buon lavoro da fare ma i buoi sono già scappati e chissà se sarà possibile recuperare qualcosa tra misure cautelari, azioni di sequestro ed altro ancora.

L’elaborazione normativa europea

La situazione è incandescente ed è vano ricordare le innumerevoli raccomandazioni delle autorità di controllo e degli organismi internazionali sui pericoli di questi investimenti. Vano perchè chi ha acquistato i NANO o non era al corrente o ha fatto proprio a meno di considerare gli innumerevoli avvertimenti.

Nel volgere di qualche anno l’intero settore sarà regolato con un Regolamento Ue, già approvato dalla Commissione, Proposal for a REGULATION OF THE EUROPEAN PARLIAMENT AND OF THE COUNCIL on Markets in Crypto-assets, and amending Directive (EU) 2019/1937. L’ impareremo presto a conoscere con il nome del suo acronimo MiCA.

Per la prima volta, dunque, ci troviamo davanti a una regolamentazione della Commissione sui crypto-asset, definiti come la rappresentazione digitale di valori e diritti in formato digitale. La MiCA promuove l’innovazione in uno con la stabilità finanziaria e la protezione degli investitori dai rischi che vi sono connessi. E’ previsto, come già accade per le banche, un passaporto europeo per gli operatori per poter lavorare in Europa.

Le misure prudenziali sono connesse ai requisiti di capitale, alla custodia delle attività, a una procedura obbligatoria per la gestione dei reclami degli investitori, a tutta una serie di diritti dei medesimi nei confronti degli emittenti. Gli emittenti degli asset-backed crypto-assets (‘stablecoins’) saranno soggetti a regole più stringenti in termini di vigilanza e di requisiti di capitale. L’esempio più famoso in materia è LIBRA di Facebook, che abbiamo commentato ed analizzato in un precedente articolo.

In questo campo, la fantasia umana prima ancora che finanziaria è senza limiti. I crypto-asset possono essere scambiati tra le parti usando una tecnologia specifica nota come digital distributed ledger. Crypto-asset esistono in tantissime forme e con condizioni diverse. Possono servire per accedere a un servizio specifico (gli “utility tokens”), per fare pagamenti ( i “payments tokens”) e infine per sottoscrivere un tipico investimento finanziario, quest’ultimo già regolato dalla Markets in Financial Instruments Directive (MiFID II).

Un nostro libro per conoscere il mondo cripto

Guardiamo più avanti, oltre le truffe e i truffatori per imparare poche cose utili su questo mondo che si va diffondendo in modo strano e pericoloso. Se lo conosciamo potremo renderci conto che fa meno paura di quel che pensiamo.

Ed allora per saperne di più, clicca qui.

Il mondo delle criptovalute e della blockchain è l’ultimo nato nella galassia tecnologica delle telecomunicazioni.

Preceduto di pochi decenni da Internet, per alcuni ne rappresenta una evoluzione.

Istituzioni e finanza lo guardano talvolta con sospetto mentre i media ne hanno fatto un tema quasi pop.

Esperti di criptovalute spuntano come funghi dopo la pioggia e se, alla fine, non ti pare di capirci molto, hai ragione! Troppa confusione, troppa improvvisazione e anche qualche pregiudizio interessato.

Dobbiamo imparare a distinguere chiacchieroni e “cercatori di like” da guide autorevoli che colmano effettivamente un gap di conoscenza. Quello nel “pianeta Cripto” è un viaggio e come tale abbiamo scelto di affrontarlo. Potrai avanzare e rallentare, fermarti e tornare sui tuoi passi per rimirare i panorami che più ti affascinano.

Come una vera e propria guida turistica, il libro ti porterà a scoprire i principali punti di interesse con la possibilità di accedere a contenuti online tutti verificati e scelti con cura.

Buon viaggio e benvenuti sul pianeta Cripto!

 

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3 COMMENTS

  1. Andrei oltre, cari amici. Si pone un problema di tutela del risparmio ? Secondo me, si. Qualcuno potrebbe obiettare che è pura speculazione e pertanto non è meritevole di tutela. Ed allora perchè lo stanno regolamentando. Al di là delle quisquiglie degli azzeccagarbugli, mi pare che alla vigilanza bancaria e finanziaria manchi sempre qualcosa, come abbiamo visto in tanti,troppi casi. Continuare così è un suicidio istituzionale, resterà poco o nulla tranne il nostro risparmio (speriamo) da servire à la carte agli avventurieri di turno.

  2. Complimenti a voi Daniele Corsini, Gerardo Coppola e Filippo Onoranti, un bellissimo articolo. Per quanto mi riguarda, leggerlo è stato un po’ come trovarsi dentro la città di Gotham city dove cerchi di capire come Fare per pagare un pernottamento. Arrivano in tuo soccorso dei criptoavventurieri che ti offrono delle monete un po’ come il gatto e la volpe con il burattino, solo che le sue, Pinocchio Le ha messe in un album da collezionismo. La distopia cerca di avanzare come una piovra affamata, aiutata da predatori trasformer che si animano al calar della notte. Si potrebbe pensare alla fantascienza ma ahimè da voi imparo a conoscere una parte di mondo che vorrebbe prendersi tante anime. Spero che qualcuno si ricordi di Messere Umanesimo e faccia uso delle sapienti lanterne per far luce durante il cammino di noi tutti. Complimenti e scusate un po’ di sarcasmo da parte di noi ignari.

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