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Una storia dell’Internet delle cose: il televisore nottambulo

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Quando il bambino si addormenta i suoi giocattoli prendono vita. E la tua televisione, invece?

In molte favole, ma anche storie dell’orrore, in molti film recenti, ma anche vecchi, è narrata la storia dei giocattoli di un bambino che, appena lui si addormenta, prendono vita.

Questa situazione è si solito utilizzata narrativamente per imbastire una storia zuccherosa od un racconto pauroso (Toy Story/La bambola assassina).

Per la nostra Cassandra, che è, oltre che diversamente giovane anche diversamente bimba, una situazione simile, non divertente ma solo paurosa, si è verificata quando ha cominciato ad “ammettere” in casa alcuni selezionati oggetti dell’IoT.

Questa infiltrazione di piccoli esseri alieni, dotati della capacità di comunicare e di chiamare “a casa” come E-T, era ben nota a Cassandra che, grazie semplicemente ad un uso attento del suo router casalingo (strettamente di proprietà, non noleggiato dal provider) ha potuto configurarlo in modo da “segregare” gli oggetti puffosi od utili, ma spioni, e minimizzare i danni alla privacy.

Si, perché, se resta sempre vero che l’unico oggetto IoT sicuro è quello che non possiedi (non basta che sia “spento”!), a qualche compromesso bisogna pur arrivare.

E quindi quando la smart-TV appena acquistata ha richiesto l’approvazione di un accordo di licenza per accendersi, Cassandra si è posta il solito problema. Fare un reclamo all’AGCOM e restituire l’utile ma malevolo oggetto, oppure risparmiare tempo ormai sempre più prezioso ed abbozzare, minimizzando però al massimo il danno?

Ora, siccome quali film vede Cassandra lo sanno già Raiplay, Netflix, Amazon, Dplay e Mediaset play, il fatto che anche una nota marca di televisori se ne interessasse non era poi un gran danno.

E la smartTV è quindi finita segregata in un’apposita sottorete wifi guest, dove può divertirsi a parlare solo con l’esterno. Se non siete a conoscenza di questa abitudine delle smartTV, Cassandra, nel 2015, lo spiegava in questo video.

Ma un po’ di controllo era comunque necessario, e poiché il router casalingo permette anche di ricevere, oltre alla email riassuntiva della giornata, specifiche email quando si verificano avvenimenti particolari, Cassandra ne ha fatto tesoro.

Questo era vieppiù reso necessario da alcune peculiari e sospette “accensioni spontanee” del televisore, lasciato in standby, avvenute nottetempo.

Ed infatti l’altro giorno, anzi l’altra notte è arrivata una email annunciante che, alle 4:30:08 del mattino …

07.10.23 04:30:08 Wireless device registered via guest access (2,4 GHz), 144 Mbit/s, — -, IP — -, MAC aa:bb:cc:dd:ee:ff

Tradotto in italiano corrente, da “spento” il malefico aggeggio aveva deciso di chiedere nuovamente un indirizzo IP al router, indirizzo che gli è indispensabile, ad esempio, per telefonare a casa …

IoT, telefono, casa.

La mattina dopo ho letto di sfuggita l’email mandata dal router, e sorridendo l’ho comunque passata in archivio… sai mai!

Non ci vuole molto tempo o molto studio per prendere queste precauzioni.

Fatelo anche voi.

E’ una pratica salutare, ed oltre a minimizzare i danni alla vostra privacy ed al vostro Io digitale, aiuta anche a non distrarsi in questo brutto mondo dell’IoT commerciale.


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