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Elogio dell’inquinamento acustico: il rombo del motore elettrico

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L’acustica della città futura

Problemi all’orizzonte

Per fortuna che stanno prendendo l’aìre i veicoli elettrici. La California, il maggior mercato automobilistico mondiale, ha vietato per legge la vendita di veicoli con motore scoppio a partire dal 2035. Il “Financial Times” riferisce che Mercedes ne cesserà la produzione nel 2030 e ha appena chiuso una partnership con Rivian, il costruttore di veicoli elettrici acquistato da Amazon.

C’è però un problema enorme. Che ne facciamo del rombo del motore a combustione interna visto che quello del veicolo elettrico non esiste?

Inizia ad angosciare il futuro del ruggito delle Lamborghini e delle Ferrari. Com’è pensabile non udire più lo squittio della Kawasaki, il tuono singhiozzante della Harley, il cinguettare del motore Honda, insomma il quotidiano e rassicurante frastuono che sale dalle auto che corrono nelle nostre città?

Impensabile davvero! Bisognerà pur fare qualcosa.

Le Tesla di via Panciatichi 17

Di fronte agli ex-magazzini delle dogane di Firenze, oggi sede dell’Impact Hub, il co-working che frequento tutti i giorni, si profila una curiosa costruzione.

È un edificio basso a forma di piramide adagiata su una faccia con finestre grandi e formelle grigio topo che lo rivestono all’esterno.

Vi hanno sede gli uffici di alcune società un po’ misteriose, presidiate da onnipresenti telecamere. Interrato, si indovina un ampio garage dal quale, attraverso il cancello che dà su via Panciatichi 17, escono ed entrano, silenti e chete, varie Tesla.

Io ne ho contate almeno quattro (una bianca, una nera, una di un colore metallizzato e una color blu elettrico), ma sono certo che ce ne siano altre, all’interno.

Come un puma

Se ti aggiri intorno all’edificio con l’intingolo musicale dell’ultimo album di Beyoncé negli AirPods, capita che il muso del veicolo sopraggiunga, come un puma, ad annusarti, fino a farti sobbalzare. DioBòno!! Una macchina normale si sente arrivare anche con Rossini nelle cuffie.

La notizia confortante è che, eccetto Tesla, tutte le case automobilistiche stanno lavorando alacremente per dare una personalità sonora al proprio veicolo elettrico sia verso l’esterno che all’interno dell’abitacolo. Lasciarlo afono non è soddisfacente. E non è una grande novità, come idea in sé.

Già la nostra Mirella, CEO di goWare, da vivace ragazzina quale era (e lo è ancora), metteva un pezzo di carta tra i raggi della bici e lo fermava al telaio con una molletta per stendere i panni. Così la bici strepitava come un motorino, specie in discesa. Era tutt’un altro andare in giro, naturalmente.

Ferrari e Lamborghini

Insomma, rigiratela come vi pare, un qualche rombo ci vuole anche nel trasporto elettrificato.

Proprio per via del rombo, Ferrari e Lamborghini sono in forte ritardo sul motore elettrico. In un modo o nell’altro, fanno sapere da Maranello e da Sant’Agata Bolognese, resterà sempre qualche modello a 12 cilindri.

Ci mancherebbe! Il concerto di quei cilindri è un classico. Si racconta che Herbert von Karajan abbia detto che dal motore Ferrari a 12 cilindri esce “un’armonia che nessun maestro potrebbe suonare”.

Benedetto Vigna, nuovo amministratore delegato del cavallino, che proviene dall’industria dei microprocessori, ne è super convinto. Ha detto senza infingimenti al “Financial Times”: “Una Ferrari elettrica sarà una vera Ferrari… Ferrari, non è solo un’auto, è un’esperienza”.

Okay… sta di fatto, però, che le prime Lamborghini e Ferrari elettriche inizieranno a ruggire solo dopo il 2025. E non saranno ancora completamente elettriche, ma ibride. Per l’elettrico tout court si dovrà andare al 2030.

Sarà forse un po’ tardi. Il Model S Plaid di Tesla (da 141mila euro in su) è già in grado di accelerare fino a 100 km orari in poco più di 2 (due) secondi, più in fretta di qualsiasi Ferrari o Lamborghini.

Ma dov’è il rombo, verrebbe da rimproverargli! E poi il peso: due tonnellate e mezzo contro i 1280 chili di una Ferrari 488. Per non parlare del costo. Si stima che una ex-12 cilindri totalmente elettrica potrebbe costare 2milioni di euro. Su andiamo!

Minaccia esistenziale

Sì, meglio la Ferrari 488! Però, i giovani abbienti eco-sensibili vorranno farsi vedere alla guida di un veicolo che percorre meno di 5 chilometri con un litro di benzina? Forse in pista sì, ma in via Manzoni penso sia difficile. Tra un po’ neppure ci potranno circolare. C’è un problema di stigma sociale che andrà ad assommarsi al prossimo venturo senso di colpa del lusso.

Il “New York Times” ha colto bene il momento dei due costruttori italiani:

«Lamborghini, Ferrari e un manipolo di altri costruttori di supercar – una categoria vagamente definita di veicoli che costano centinaia di migliaia di euro con prestazioni da auto da corsa – si trovano ad affrontare una minaccia esistenziale».

Verissimo. Ferrari e Lamborghini sono dei simboli sportivi e nazionali, ma sono anche una cascata di quattrini per gli azionisti. Nel 2021 Ferrari ha venduto 11mila auto realizzando un fatturato di 4,2 miliardi di euro con un utile di 240 milioni, mentre Lamborghini, oggi del gruppo Volkswagen, ha piazzato 8300 veicoli con vendite per 1,9 miliardi di euro e 183 milioni di utile.

La transizione all’elettrico è davvero una minaccia esistenziale per loro, ma anche per l’Italia come marchio ed economia. Metà del giro d’affari complessivo delle supercar, cioè 12miliardi di euro, lo realizzano i due brand italiani.

BMW diventerà un’etichetta musicale

La BMW, come esige la sua reputazione, sta facendo le cose molto, molto sul serio.

Per scrivere la partitura del suo motore elettrico la casa di Monaco ha ingaggiato un compositore di rango, il premio Oscar Hans Zimmer, autore delle musiche del Gladiatore (su Prime Video), del Cavaliere oscuro (su Prime Video), di Re Leone, di Pirati dei Caraibi (entrambi su Disney +) e di molti altri successi.

Zimmer, che è nato a Francoforte e vive a Los Angeles, è un sincero estimatore del compianto Ennio Morricone, come vediamo in Ennio (solo in DVD) lo stupendo docu-film di Tornatore sul maestro romano.

Nell’accettare la proposta della BMW di dirigere artisticamente il suo team sonoro, Zimmer ha detto:

«Abbiamo l’opportunità di tornare, dal punto di vista acustico, a un ambiente di tipo pre-industriale, cioè pre-motore a combustione, e da lì partire per costruire qualcosa di totalmente nuovo».

Beh, c’è da stare in campana.

Il compositore sta già collaborando con BMW con il compito preciso sviluppare una serie di sonorità dinamiche da caricare nei vari momenti dell’esperienza di guida: durante l’avvio del motore, in fase di accelerazione e a velocità di crociera. Le prime BMW a suonare la partitura saranno i modelli elettrici iX e i4.

Dentro l’abitacolo

E Zimmer ha già qualche idea per la sonorità interna all’auto. Per esempio per la fase di accelerazione intende ispirarsi alla scala Shepard presente nella colonna sonora di Dunkirk (su Apple Tv e Chili, a noleggio) con l’intento di creare un certo climax, un crescendo un po’ adrenalinico come una progressione palla al piede di Mbappé.

In generale, BMW e Zimmer sembrano orientati a sviluppare un mix sonoro fatto di strumenti tradizionali e suoni sintetici. Ci saranno anche voci corali femminili all’accensione del veicolo per poi accompagnare una guida più distesa, denominata “expressive”, con un impasto armonico di corni acustici e archi.

All’esterno

Per i suoni esterni la faccenda è più complessa perché il “rumore” deve tenere conto di norme di sicurezza riguardanti i pedoni che probabilmente saranno delineate nel codice della strada.

Le varie case automobilistiche stanno seguendo percorsi sonori diversi. Zimmer ritiene più sensato giungere a una soluzione coordinata e condivisa per scongiurare una cacofonia urbana di suoni e rumori dissonanti. Al riguardo, abbiamo già la dodecafonia, John Cage, il nostro Berio e il rap. Bastano.

Anche in questo caso potrebbe trattarsi di suoni dinamici modulati sul tipo di ambiente esterno rilevato dalle telecamere che il veicolo monta nel correre lungo un percorso.

Tutto questo complesso di tecnologie dovrà essere completamente ripensato, compreso il concetto stesso di auto, quando il motore elettrico arriverà insieme alla macchina a guida autonoma.

Allora sì che sarà una rivoluzione. A questo punto ci vuole Beethoven, come suggerirebbe Kubrik.

Riflessione

Alla fine penso che potrebbero avere ragione in Tesla a dire “Ma chi se ne frega del rombo nel motore”. In un avvenire universale, meglio il silenzio interstellare. Qui la pace scenderà sulle città … e, sornione, “il sole risplenderà sulle sciagure umane”.

Prima di andare

All you can go. La meravigliosa iniziativa del governo tedesco di un biglietto mensile di 9 euro per viaggiare senza limiti sui treni regionali e sui mezzi trasporto urbano ha avuto un successo strepitoso. Un giovane ha detto di aver percorso da giugno ad agosto 11mila chilometri, indisponendo il ministro liberal-democratico dell’economia Christian Lindner, secondo il quale il costo dell’iniziativa, 2,7 miliardi, è insostenibile per l’erario e vi va posto termine. Fortunatamente gli alleati di governo, sono riusciti a vincere questa opposizione e il servizio è stato prorogato per tutto settembre.Grazie a questo biglietto i tedeschi hanno visitato luoghi del loro Paese come non avrebbero mai fatto altrimenti. Guardate il grafico elaborato dal “Financial Times”. Non è impressionante?

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