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Educazione finanziaria e difesa del risparmio

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L’educazione finanziaria come l’abbiamo conosciuta in Italia è tutto e niente. Sono più di 15 anni che se ne parla, si discute, si diffonde nelle scuole e ovunque possibile ma cosa cambia non è comprensibile ne’ misurabile. La presunzione del sistema (finanziario) è di offrire la chiave per entrare negli elementi fondamentali di argomenti rilevanti, quali la moneta, i pagamenti,il credito e la previdenza. Il sistema scolastico segue a traino di questo moloch che in questa opera di erudizione di massa somiglia a Moby Dick. Attende con pazienza Achab con la sua baleniera armata unicamente per dare la caccia alla mostruosa balena Bianca (la finanza) che gli ha mozzato una gamba nel suo viaggio precedente (i prodotti tossici). Una visione probabilmente esagerata ma realistica perchè basata sul conflitto di interesse tra chi si occupa del nostro risparmio e i risparmiatori a partire da quelli in erba.Nel mare magnum del nostro sistema finanziario proviamo a mettere in fila un pò di cose.

Riporto le Linee guida  del Comitato per la programmazione e per il coordinamento delle attività di educazione finanziaria.

Le linee guide proposte sono suddivise, per i due cicli di istruzione, nei diversi gradi scolastici (scuola primaria, scuola secondaria di I grado e scuola secondaria di II grado) e, per ciascun grado, sono presi in considerazione i diversi ambiti da affrontare:
● Denaro e transazioni;
● Pianificazione e gestione delle finanze;
● Rischio e rendimento;
● Ambiente finanziario.

Gli studenti potranno inoltre lavorare su compiti di realtà, attraverso studi di caso per sviluppare modalità operative immediatamente trasferibili e spendibili nel gruppo e per verificarne in tempo reale l’adattabilità alla situazione di contesto quotidiano.

Sono ben 18 pagine molto dettagliate ma l’aspetto essenziale, dal mio punto di vista, sono gli studi di caso in cui il nostro paese abbonda per le tante crisi bancarie causate dal credito malato e dal risparmio tradito. Tante pagine ma solo poche righe per la parte più interessante.

 

Che questa sia la strada da percorrere ci viene da un piccolo esperimento casuale di questi giorni sulla piattaforma di LinkedIn. Ho pubblicato un mio post con un breve commento a una lettera di un lettore al Corriere della Sera che lamenta l’ennesima sola ricevuta con titoli farlocchi. Orbene, in un giorno quasi diecimila visualizzazioni e diversi ed interessanti commenti. Questi ultimi si possono suddividere in modo netto in due gruppi. Il primo punta il dito sull’intero sistema che al proprio interno non ha i giusti anticorpi per autodisciplinarsi e fare gli interessi dei risparmiatori chiamando in causa, ovviamente, anche gli organismi regolamentari. Il secondo gruppo va in direzione opposta sottolineando la cronica ignoranza finanziaria degli italiani non in grado di capire elementi fondamentali ed elementari della finanza anche se andrebbe pure spiegata l’attitudine di questi tempi sulla corsa a sottoscrivere miliardi di euro di titoli di Stato.

Forse la verità è nel mezzo ma questa contrapposizione è figlia di una visione di decenni fa ormai datata vista l’involuzione del nostro sistema finanziario. I risparmiatori si stanno orientando verso prodotti semplici e comprensibili a tutti dai già ricordati titoli di Stato agli ETF, accessibili quasi senza costi, soprattutto occulti,su imponenti piattaforme informatiche gestite da grandi banche e operatori di dimensioni colossali. Su altro versante, troviamo i BITCOIN e l’euro digitale che hanno un potenziale dirompente con cui dobbiamo fare i conti senza panico. Moneta, pagamenti e credito ancora in mano alle banche resisteranno a queste tempeste planetarie che spazzano via antichi convincimenti e pregiudizi ?

Invece, dopo quasi un decennio le linee guida appena pubblicate sono un bignami di manuali di finanza più complessi senza una identità e un preciso orientamento. Arrangiatevi sembrano suggerire agli studenti di ogni ordine e grado  dopo aver appreso un po’ di coordinate facili, facili per affrontare Moby Dick.

Suggerisco di rovesciare il tavolo del Comitato e partire dal film di Albanese Cento Domeniche sui titoli tossici delle banche del territorio e dalla ineguagliabile biografia di Charles Ponzi sulla sua spericolata vita di truffatore finanziario seriale L’autobiografia del genio della truffa.

Cose del genere vorremmo leggere nei programmi di educazione finanziaria che sono privi della fondamentale base di qualsiasi programma educativo, i libri di testo o più in generale il materiale didattico che ci parla della storia finanziaria del nostro paese, fatta di successi ma anche di tante sole che ci piace mettere sotto il tappeto per non parlarne mai più. È questa traccia che è del tutto assente a renderci paradossali e forse anche un po’ patetici.

 

 

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