martedì, novembre 20

Luca Alinari: Sonnellini a Firenze

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Tempo di lettura: un minuto.

Basta abbandonarsi al sonnellino pomeridiano dell’estate, per ritrovare, al risveglio, qualche scempio di nuovo conio.
Qualche scempio realizzato da quegli architetti che vincono i concorsi. E che mentre noi dormiamo, stravolgono lo spazio, il senso, la pelle stessa della nostra città.
Le manomissioni sono continue, sotterranee, senza perché.
Con vuote piroette mentali, si giustifica tutto: dallo scasso criminoso dello spazio michelangiolesco (Cappelle Medicee), alla pugnalata sanguinaria al Portico degli Innocenti. Dove una straordinaria porta brunelleschiana è stata trasformata nel contrario di se stessa, grazie ad un decoro dorato degno di una discoteca di Briatore.

Il Portico degli Innocenti è il primo esempio di prospettiva lineare (detta fiorentina). Ed è forse il momento più importante dell’architettura rinascimentale e fra i più alti dell’architettura di tutti i tempi. Si tratta di una scatola magica che ha anticipato con le sue linee parallele (che, però, noi vediamo convergere) di quattro secoli le geometrie non euclidee.Con questo spazio tolemaico orizzontale, Brunelleschi ha fondato la stessa architettura moderna e ci ha regalato un concetto spaziale nuovo. Soggettivo, individualista. E, pure, scientifico, operativo, reale.Guerre, bonifiche demenziali, speculazioni, turisti scemi, corrodono quello che è rimasto di quella grandezza.

Sotto il ventilatore il sonnellino riprende.
Nel dormiveglia vediamo deficienti scalare con corde e picchetti le bianche statue che il passato avrebbe affidato alle nostre cure.
In un tripudio di pollici di marmo frantumati, vengono accolti con buffetti sulle guance e caramelle all’amarena.

 

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