martedì, novembre 20

Le banche popolari venete non trovano pace: riesumate per la terza volta!

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Tempo di lettura: tre minuti.

Apprendiamo da Il Gazzettino di Venezia di oggi dell’approvazione in sede regionale di una ponderosa relazione dedicata a fatti e misfatti delle due Banche Popolari Venete. E’ la terza volta in poco più di due anni. Prima la Commissione del Consiglio Regionale Veneto nel 2016, l’anno dopo la Commisione Parlamentare e ora questa Appendice che indaga ancora sui due fallimenti. Non c’è pace dunque.

Le risultanze delle prime due inchieste hanno puntato con decisione il dito contro i vertici delle due banche (che disponevano a loro piacimento delle risorse loro affidate) e i controllori (niente affatto efficaci nella loro azione di contrasto).

Fa ancora sconcerto leggere dei miliardi bruciati in provincia di Treviso e di Vicenza, due delle aree più ricche del ricco Veneto, tra le regioni più sviluppate d’Europa e simbolo delle PMI nel mondo. Come è potuto accadere? Quanto è stato il costo complessivo delle due crisi? E soprattutto dove sono finiti i soldi, visto che in qualche tasca debbono pur essere andati?

A queste domande non sono state ancora date risposte definitive. In attesa di poter leggere quindi le 282 pagine di questa terza indagine, siamo fiduciosi che alla fine la verità verrà fuori, facendoci capire meglio come sia potuta avvenire la distruzione di risparmio familiare e l’accumulo di tanti crediti malati che hanno spazzato via il sistema bancario della regione. Anche la Popolare di Verona, con importanti criticità, ha dovuto alla fine confluire in quella di Milano e numerose sono state le Bcc venete uscite forzatamente dal mercato, in quanto decotte.

Per intanto riproponiamo i link ai nostri precedenti articoli e riportiamo le dichiarazioni appena rilasciate dal Presidente della Commissione Giovanna Negro e del Vice Presidente Antonio Guadagnino.

Le banche venete riposano in pace nel cimitero di Spoon River. Prima parte.

 

Le banche venete riposano in pace nel cimitero di Spoon River. Seconda parte

“Avevamo a disposizione l’esito della precedente Commissione d’inchiesta sulle popolari venete: era una base di partenza che andava implementata alla luce di quanto era emerso dopo il 2016, quando il Consiglio regionale aveva licenziato la prima Relazione finale. Oggi la seconda Commissione speciale istituita a fine 2017 ha completato il suo lavoro con una nuova Relazione che a breve sarà sottoposta all’attenzione dell’Aula.

In seno alla Commissione è stato fatto un lavoro di squadra per tentare di dipanare la complicata vicenda delle popolari venete. Intendo sottolineare un aspetto: il nostro obiettivo era soprattutto, in coerenza con il mandato della Commissione e con i suoi poteri che sono principalmente conoscitivi, quello di fare una fotografia sincera di quanto è successo alla Popolare di Vicenza e a Veneto Banca. E lo abbiamo fatto con lealtà nei confronti del territorio che ha subito il danno maggiore dal fallimento delle popolari: nelle 280 pagine abbiamo analizzato in modo attento e preciso ogni episodio e abbiamo coinvolto tutti gli attori della vicenda, ai quali è stata data l’opportunità di intervenire. Ora possiamo consegnare un documento di fondamentale importanza non solo al Consiglio, ma anche alla Commissione parlamentare d’inchiesta i cui poteri sono senz’altro diversi e più profondi rispetto a quelli della Commissione che ho presieduto. Noi in ogni caso abbiamo affrontato temi che nessuno aveva mai toccato: la politica regionale non si è sottratta alla propria responsabilità. … Oggi la politica ha scritto una buona pagina, perché abbiamo fatto luce su fenomeni che nessuno fino ad ora aveva avuto il coraggio di affrontare”.

“È inquietante il quadro emerso nel corso dei lavori della Commissione – aggiunge il Vicepresidente Guadagnini – e mi riferisco all’operato degli organi di vigilanza, in particolare di Bankitalia, che hanno responsabilità importanti sull’esito finale, ovvero sul fallimento delle due banche popolari venete, due istituti che erano fondamentali per il nostro territorio. La Commissione ha svolto un lavoro importante per il territorio del Veneto, perché daremo delle risposte grazie alla ricostruzione della verità dei fatti e costituirà una base importante per i lavori della Commissione bicamerale che partirà presso il Parlamento nazionale. Da ultimo, quando si parla di soci che sono stati depredati, non si fa riferimento a gente sprovveduta che ha dato i propri soldi in mano a dei ‘poco di buono’: i soci devono essere risarciti per un danno ingiusto che hanno subito non avendo nessuna responsabilità, danno che è stato provocato da agenti esterni a quelli della Banca. Chi ha sbagliato deve pagare, per una questione di giustizia”.

Appena in possesso del documento non potremo fare a meno di commentarlo.

 

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