Home Europa Due di coppia: l’ultimo giro di giostra della mannequin

Due di coppia: l’ultimo giro di giostra della mannequin

738
1
Luca Alinari (1943-2019). Senza titolo (1980). Collezione privata.
Tempo di lettura: 4’. Leggibilità ***.
Il gigolò o delle differenze sociali in amore.

Un giorno d’inverno di qualche anno fa, nel centro di Losanna in Svizzera, Alexandra incontra un uomo con cui vivrà il suo ultimo giro di giostra della vita. Racconterà alle amiche che è eccitante e anche gentile: inizia così la loro storia d’amore.

Lei è Alexandra Haack, nota mannequin della moda degli anni sessanta che Chanel volle per un periodo in esclusiva, e ha 76 anni. Il suo volto, all’apice del successo, appariva su tutte le principali riviste di moda ed ebbe molte relazioni, tra cui il re del Belgio che andava in moto a Parigi per incontrarla.

Lui si presenta semplicemente come Hank, 52 anni ma, in realtà, è un gigolò svizzero di professione. Infatti era finito nelle cronache per il ricatto che aveva fatto alla signora Susanne Klatten, 45 anni, una delle donne più ricche della Germania, essendo azionista della casa automobilistica Bmw.

Le amiche di Alexandra, con le quali ella si confida, naturalmente l’avvertono, la allertano: ha più di venti anni meno di te e mira solo ai soldi.

La storia è raccontata magistralmente da Roberto Giardina, corrispondente dalla Germania su Italia Oggi del 20 maggio 2020, e ci offre, credo, alcuni spunti interessanti di approfondimento sociale.

Il gigolò si chiama in verità Helg Sgarbi e ha alle spalle una lunga storia nel mondo della compravendita sentimentale, per cui è andato a processo a Pescara nel 2012, come raccontano le cronache del tempo. Una serie di ricatti la cui vittima più illustre è appunto Susanne Klatten.

E su questa vicenda, quello che è magnifico nelle ricostruzioni della stampa, sono le giustificazioni del comportamento del playboy, quasi un novello Robin Hood a riequilibrare differenze sociali.

Lady BMW e il coefficiente di Gini

“Con lady Bmw, non era una storia importante né seria, ma di simpatia reciproca», che è andata via via degenerando ed è finita una sera guardando sulla televisione tedesca il film Il silenzio dei Quantd.

La pellicola raccontava l’epopea dei nonni di Susanne (il cui cognome completo è Klatten-Quantd), imprenditori all’epoca collaborazionisti dei nazisti. Per dire, in seconde nozze la moglie del nonno di Lady Bmw sposò nientemeno che il gerarca Joseph Goebbels. A un certo punto la Klatten si sarebbe stufata diventando arrogante «come i suoi antenati» che durante la guerra sfruttarono, in fabbrica, il suo di nonno, operaio ebreo e polacco.”

D’altra parte le disuguaglianze sociali degli uomini e delle donne più ricchi tendono ad aumentare in questo scorcio di tempo, almeno stando a diversi studi sul tema, e in particolare su quello della concentrazione della ricchezza. Una presentazione di qualche mese fa all’università Luiss lo metteva bene in evidenza:

“La crescente tendenza degli uomini percettori di redditi elevati a sposare proprie simili sta approfondendo la distanza tra i redditi delle famiglie al vertice della scala sociale e quelle ai gradini più bassi. Stando ai dati proposti in Greenwood e colleghi (2014), se gli statunitensi scegliessero il proprio partner a caso (come estraendolo da un cappello), il coefficiente di Gini (una misura della disuguaglianza compresa tra 0 e 1) sarebbe pari a 0,34 invece che a 0,43.

Dal canto loro, i sociologi hanno richiamato l’attenzione anche su un altro divario in via di accentuazione: mentre infatti le coppie al vertice della distribuzione del reddito tendono sempre più spesso a rinviare il matrimonio e la prima gravidanza a dopo l’ingresso in un posto di lavoro stabile e soddisfacente, le donne più povere tendono ad avere bambini relativamente presto e finiscono sempre più spesso con il doversi far carico della cura dei figli da sole come madri single (Sawhill 2014).”

La risposta moderna e civile della signora Susanne si inquadra bene in questo contesto sociale e la racconta bene Giardina: “Si erano conosciuti in un hotel in Svizzera, dove vanno le ricche signore a rimettersi in forma. Sgarbi la corteggia e, con le solite bugie le chiede in prestito cinque milioni di euro, quanto Susanne guadagna in una settimana.

In Galera!

Lei lo aiuta, ma quando l’amante torna alla carica, capisce, lo denuncia, lo fa arrestare. Un atto di coraggio, preferisce lo scandalo, piuttosto che subire: «Io e mio marito viviamo ormai insieme come buoni amici, se a Monaco dove viviamo avessi un amante, tutti lo saprebbero, perché non posso comportarmi come un uomo, e avere una discreta relazione con un uomo?». Sgarbi nel 2009 sarà condannato a sei anni, che sconterà fino all’ultimo giorno nel carcere di Landsberg, lo stesso dove finì Hitler dopo il putsch del 1923.”

Per la società capitalistica e liberale di oggi, almeno nella concezione europea e occidentale, i diritti e le libertà personali sono fondamentali per il benessere economico stesso. Basti pensare, in questo ambito, alla recente controversia, poi risolta, tra la Ue e l’Ungheria e la Polonia sullo stato di diritto.

La felicità 

Ritornando invece alla storia di Alexandra, che si inquadra bene nella stessa ottica di donna (ricca) libera in una società libera, dobbiamo raccontare la fine della storia narrata da Giardina: “vive in un lussuoso appartamento a Parigi, vicino Place de la Concorde, e si annoia. I soldi non le mancano, ha venduto una casa, ereditata dal marito, e di tanto in tanto vende un quadro, o un pezzo d’antiquariato.

Hank è gentile, la invita al ristorante, al conto pensa sempre Alexandra. Gli regala un’auto, e paga la cauzione per il suo appartamento in affitto. A questo punto, lei conosce il suo vero nome, e il suo dubbio passato. Non è ingenua, ma non tronca il rapporto, continua a prestargli soldi. «A me non servono, e a lui sì», risponde alle amiche preoccupate.

Alexandra cade, si rompe un braccio, l’amico è sollecito, al suo fianco, le ricorda di prendere le medicine e di fare gli esercizi raccomandati dall’ortopedico. Lei si fa convincere a lasciare l’appartamento, a ritirarsi in un residence per anziani. Un vecchio trucco, il gigolò isola la vittima, per sfruttarla meglio?

Alexandra è morta il 24 marzo, una fine naturale, per infarto. «È stata serena fino all’ultimo», assicura la direttrice del residence. Il figliastro Serge Gadala ha chiesto l’autopsia e ha presentato denuncia per circonvenzione d’incapace contro il noto gigolò. Sgarbi ha dichiarato allo Spiegel che la sua amica ha lasciato tutto a un ente benefico. Ma lui ha le chiavi del deposito dove si trovano 35 quadri di grande valore di Alexandra e i suoi mobili antichi.

Si può pensare quel che si vuole. La donna che fu una delle più belle del mondo si è concessa gli ultimi giorni felici. Nel racconto Il killer dell’amore, lo scrittore e psicoanalista Irvin Yalom, racconta di una sua paziente molto anziana che si era innamorata follemente di un giovane. Il figlio si preoccupò e chiese l’aiuto di Yalom (autore di Le lacrime di Nietzsche). Lui la guarì e si pentì: “La paziente era felice, nel suo folle amore, dopo divenne una donna triste”.

 

1 COMMENT

  1. Se il rapporto qualità/prezzo in storie come queste è quello giusto ….. penso ci sarebbe poco da obiettare …..
    In fondo, come sempre, tutto dipende dall’incontro/scambio fra le caratteristiche di ciò che viene offerto e la disponibilità economica di chi ha necessità di comprare …..
    In genere è così che si è sempre portati a fare …… in ogni campo …..

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here