Home Narrazione T., il ritratto dello Zio e …le suggestioni di un fotografo

T., il ritratto dello Zio e …le suggestioni di un fotografo

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In un contesto affollato, dalla stanza adiacente, con la coda dell’occhio vedo quanto sta accadendo nel corridoio.

La mia macchina fotografica è spenta, colgo subito la foto, spero che la situazione rimanga per qualche secondo.

Il primo scatto è veloce, così per come era impostata la mia mirrorless.
La scena perdura e allora inquadro, ritaglio attraverso il mirino per meglio raccogliere l’insieme.

Chi sta fotografando con il suo cellulare sembra che stia quasi dialogando visivamente con il ritratto esposto.

Ci si confonde tra i tanti nelle stanze affollate e dopo alcuni minuti racconto a V. di aver forse fatto la mia foto del giorno e gliela mostro.

Le chiedo anche se conosce il soggetto che ho solo inquadrato di spalle.
Mi risponde: “ma certo, è la nipote di L.”.

Durante il vernissage della mostra, con me presente, alcuni minuti dopo V. dice a T. che ho realizzato una bella fotografia con lei protagonista.

Recupero l’immagine nello schermo della mirrorless, la mostro a lei che me la racconta.
Mi dice che nel suo contemplare l’immagine da fotografare intravvedeva il volto di sua madre, sorella del soggetto ritratto.

Era forse quello il motivo che, in qualche modo, mi aveva attratto, attivando subito la mia attenzione. Oltre alla composizione estetica il mio scatto era riuscito a catturare inconsciamente lo stato di contemplazione e il dialogo che, senza parole, stava intanto accadendo fra tre soggetti. La foto dello zio collegava un dialogo sotteso tra T, e due persone a lei care che erano assenti …e una delle due assenze era sua madre ancora vivente.

Quel momento fissato nella mia fotografia certamente racchiudeva in un click, un altro scatto più ricco; perchè intriso di tanti ricordi che, nell’attimo fuggente di una suggestione, erano intanto ritornati vivi.

Sono la bellezza e il mistero racchiusi nella fotografia che, specie in ritratti a noi familiari, suscitano emozioni nella sua particolarissima potenza narrativa (Roland Barthes docet).

Buona luce a tutti!

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