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CSR, la netta vittoria della lista n. 2

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Per la CSR, la banca dei dipendenti della Banca Centrale, vince, con netto distacco (2459 voti contro 1958) la lista numero due che noi di Economia&FinanzaVerde abbiamo sostenuto con convinzione. Tre cause hanno colpito e affondato l’attuale consiliatura.

1. Il primato delle idee sul consenso numerico

Non sono i voti a determinare la qualità di un progetto, ma la forza delle visioni che li muovono. Come “fiancheggiatori esterni” (così ci identificava un volantino che sosteneva l’altra lista), il nostro ruolo non è mai stato quello di spostare pacchetti di preferenze, ma di seminare idee. La vittoria della Lista 2 dimostra che, quando i contenuti sono solidi e innovativi, il consenso diventa la naturale conseguenza di un progetto intellettuale superiore.

2. Il tramonto dell’illusione cooperativa

L’attuale consiliatura giunge al capolinea per manifesta incapacità di leggere il presente. Ostinarsi a trattare la banca come una vecchia cooperativa di mutuo soccorso poco efficiente, ignorando la sua reale natura di entità finanziaria complessa (non alla ricerca di rischio fine a sé stessa), è un esercizio di retorica pura. Sostenere ancora oggi certi modelli anacronistici è come voler convincere il mondo che gli asini volino: una negazione della realtà che i soci non possono più perdonare.

3. Fine delle recite: dalla teoria alla pratica

Anche oggi l’ultima assemblea ha confermato lo scollamento totale tra il dire e il fare: un “cinema” stancante su piani d’azione mai realizzati. Dopo tre anni di immobilismo, non bastano più le buone intenzioni. La nuova governance deve sancire la fine della stagione degli annunci per dare spazio a una CSR operativa e concreta, che riconosca la natura finanziaria dell’istituto e ne governi le sfide con competenza, non con la messa in scena. In altri nostri articoli abbiamo indicato quali sono, a nostro parere, le istanze principali. Spesso si parla di grandi strategie di sostenibilità, ma la responsabilità sociale d’impresa si misura anche dal decoro quotidiano. Una porta che dovrebbe accogliere, ma che diventa un punto di accumulo di burocrazia, è l’antitesi di ciò che un’azienda responsabile dovrebbe rappresentare.

Che questa sia la volta buona per il cambiamento! Auguri di buon lavoro ai componenti della lista vincente!

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