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Hai già chiesto a ChatGPT se conviene comprare BTP Italia Sì?

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Hai già chiesto a ChatGPT se conviene comprare BTP Italia Sì?

Confessiamolo.

Prima di leggere questo articolo abbiamo aperto un’altra schermata, abbiamo scritto: “Spiegami in parole semplici se conviene investire in BTP Italia Sì” e abbiamo aspettato la risposta con la stessa fede con cui un tempo si aspettava l’oracolo di Delfi, solo più rapida e senza riti sacrificali.

Va benissimo così. Il punto è che, senza accorgercene, siamo già tutti dentro la canzone dei Buggles del 1979, Video Killed the Radio Star: quella in cui una voce che sembrava insostituibile viene sostituita, da un giorno all’altro, da un medium nuovo che fa le stesse cose, ma con più effetti speciali.

Solo che oggi la “radio star” non è un cantante. È il modo in cui prendevamo decisioni finanziarie fino a tre anni fa: leggere, confrontare, faticare, chiedere, dubitare, magari sbagliare di testa nostra.

Il bello — o il problema, dipende dai punti di vista — è che l’intelligenza artificiale non ci ha resi più pigri di prima. Eravamo già pigri. Ci ha solo dato un modo efficace per esserlo con stile.

Chiediamo all’AI di riassumerci velocemente le caratteristiche finanziarie di un investimento che non avremmo studiato comunque, di spiegarci come funziona il meccanismo di indicizzazione, di dirci se è il momento di vendere e, nei casi più audaci, di scriverci pure il messaggio per il consulente in cui finalmente sembriamo persone competenti.

È una specie di educazione finanziaria “al momento del bisogno”. Quella che, in fondo, piacerebbe ai teorici della “spinta gentile”. Cioè l’idea per cui piccoli aiuti ben progettati possono orientarci verso scelte migliori: non studio tutto prima, ma mi faccio aiutare proprio quando devo decidere. Il problema è che spesso la applichiamo male.

Non usiamo l’AI per capire meglio; la usiamo per non doverci fermare troppo. Non studiamo prima, deleghiamo all’ultimo secondo e ci sentiamo comunque informati. Una nuova, raffinatissima forma di analfabetismo finanziario con la coscienza a posto.

Il rischio maggiore, probabilmente, non è che l’AI possa dare una risposta sbagliata. Quello può accadere, e accade anche agli umani, spesso con maggiore convinzione.

Il rischio più insidioso è che una spiegazione ben scritta venga scambiata per un consiglio personalizzato; che un riassunto sembri un’analisi; che una risposta plausibile prenda il posto di una decisione consapevole. Una risposta può essere chiara e ragionevole, ma restare comunque incompleta rispetto alla nostra vita finanziaria.

Perché l’AI può spiegare cosa sono cedola, inflazione, durata, rischio tasso e rendimento reale. Nel mondo della finanza, naturalmente, l’intelligenza artificiale viene usata anche per analisi sofisticate, gestione dei dati, valutazione dei rischi e perfino supporto a forme di consulenza personalizzata.

Ma qui parliamo dell’uso personale, rapido e un po’ naïf che ne facciamo quando, davanti a un investimento, apriamo una chat e chiediamo una risposta pronta.

In quel caso l’AI non conosce davvero la nostra situazione complessiva: quanto ci pesa psicologicamente vedere oscillare il prezzo di un titolo, quando avremo bisogno di quei soldi, quali altri investimenti abbiamo già, quali debiti dobbiamo pagare e quanta ansia ci viene appena leggiamo la parola “mercati”.

A pensarci bene, siamo tutti dentro lo stesso video musicale, solo che nessuno ha ancora capito bene chi suona la chitarra e chi invece sta solo facendo finta sul palco.

Quindi la prossima volta che apriamo l’app dell’AI per farci dire se vendere o tenere, ricordiamo una cosa semplice: va benissimo usarla. È uno strumento formidabile. Ma il giorno in cui smetteremo completamente di farci delle domande prima di farle a lei, saremo ufficialmente diventati la radio star della canzone.

E si sa come finisce: non si spegne il microfono per cattiveria. Si spegne perché qualcuno ha semplicemente smesso di voler ascoltare.

È vero, come suggeriva quella canzone, che con la tecnologia spesso non si torna davvero indietro: siamo già andati troppo lontano. Ma, nel dubbio, continuiamo almeno a leggere i documenti informativi prima di investire. Anche solo quelli di sintesi.

E prima di cliccare su “compra”, facciamoci tre domande poco poetiche ma molto utili: cosa sto comprando, per quanto tempo posso tenerlo e quanto mi darebbe fastidio se le cose andassero diversamente da come spero?

L’AI apprezzerà la compagnia. E noi — sorprendentemente — anche.

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