lunedì, ottobre 15

Dopo tutto questo parlare che cosa accadra’ ?

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Ottobre e’ un mese denso di eventi. E non e’ ancora finito.

Le Autorita’ inaugurano un ambizioso programma di educazione e comunicazione finanziaria come mai era capitato. Il nuovo governo vara una innovativa manovra di finanza pubblica per il prossimo triennio. Il vice premier incontra la Le Pen e da’ avvio alla campagna elettorale europea di maggio 2019, al grido dopo faremo i conti.

E invece sembra che  i conti vadano fatti subito.

Sempre in questi giorni, la governance di importanti Autorita’ si e’ modificata con un disegno a zig zag, difficile da capire perche’ non sono state fornite alla pubblica opinione spiegazioni ufficiali.

Conferma per uno dei Vice Direttori di Banca d’Italia, dimissioni del dr. Nava fresco Presidente Consob, dimissioni prima minacciate e poi ritirate del Ragioniere Generale, concorso ad invito per le massime cariche di Consob e Autorita’ Garante della Concorrenza e del Mercato.

Che Italia esce da questo panorama, fatto di tante parole e tanti omissis, che hanno inondato quotidianamente le pagine dei giornali?

Certo si può dire un paese incerto ed indefinito, dall’incerto futuro.

Il punto fermo da cui partire e’ la sonora bocciatura della manovra dell’ultimo DEF.  Alla prova dei fatti non ha retto. Non tanto per le misure ivi contenute, tra l’altro ancora ignote nelle modalità di applicazione, ma perche’ esse sono finanziate con nuovo debito.

Allo stesso tempo, si rinuncia ad aggredire questioni ataviche come l’evasione fiscale. Questo e’ un aspetto fondamentale perche’ l’intero disegno e’ espressione delle forze gialloverdi, di  oggi e di domani. Dalla loro cucina queste sono le pietanze che riescono a proporci.

Inoltre, non sono disposte alla trattativa. L’investitura ricevuta dal popolo e’ fuori discussione e non ammette passi indietro. Ostentano sicurezza anche quando la situazione economica e finanziaria del paese diventa preoccupante come in questi giorni.

Se non si trova un accordo con la Commissione, dietro l’angolo troveremo probabilmente un governo di garanzia, che ci portera’ ad elezioni anticipate.

Gli aruspici di questa soluzione sono gia’ all’opera. Si muovono velocemente e in silenzio.

La stampa ha parlato in questi giorni di un incontro segreto tra Mattarella, Draghi e forse Visco. Costoro, tuttavia, sono tutti ultrasettantenni ed espressione politica di un mondo che non esiste piu’ almeno da noi. E’ una occasione irripetibile per costoro, se aumenta lo spread, per formare un governo che pesca tra le istituzioni e tra i 10 saggi di Napolitano. In nome del brocardo Salus Rei Publicae Suprema Lex Est. Da cui deriva una sorta di infallibilita’ per i provvedimenti che adotteranno e che saranno eterodiretti dai nostri principali creditori.

Lacrime e sangue si dira’. Per un po’ questo e’ sicuro. Poiche’ per colmare i buchi del bilancio pubblico si potra’ attingere alla ricchezza degli italiani che e’ doppia rispetto al pur enorme debito pubblico. I soldi ci sono e li abbiamo. Basta venirli a prendere. Pagheremo tutti come al solito, soprattutto se persone oneste. Gli evasori e i corrotti se la caveranno con molto meno, se non con nulla.

Così’ va, purtroppo, la democrazia da noi. A noi spettano la bassa crescita, il debito pubblico, il governo delle istituzioni nostrane o il governo populista al quadrato.

Ad altri, invece, come dimostrano i recenti Nobel per l’economia, spetta lo sviluppo economico all’insegna della green economy e della innovazione tecnologica.

A ciascuno il suo.

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