martedì, novembre 20

IL LIBRO PERICOLOSO: un giallo della storia

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Tempo di lettura due minuti.

Una premessa indispensabile per rendere a chi ci legge il contesto profondamente attuale dei fatti narrati. Il legal thriller si regge sull’equazione: americani guerrafondai nel mondo senza che il mondo possa mai chiamarli in giudizio presso le corti criminali internazionali.  Ed è proprio di questi giorni la notizia della dura presa di posizione dell’amministrazione americana nei confronti dell’ICC-International Criminal Court con sede all’Aja. Gli USA non ne riconoscono il ruolo e hanno minacciato sanzioni nei confronti dei giudici che vi lavorano. Il casus belli è sempre lo stesso. Il personale americano non può mai essere giudicato se non da giudici americani.

Oggi parliamo dell’ultimo  romanzo del grande scrittore americano SCOTT TUROW, TESTIMONY (485 pagine, Grand Central Publishing, $28).

Ci sarà una ragione perchè negli ultimi anni due Papi sono stati più volte in visita alla martoriata terra di Sarajevo. Mir Vama ha esclamato nel 2015 Papa Francesco. La pace sia con voi. Per dimenticare gli orrori della guerra, la pulizia etnica e il genocidio di Sebrenica tra etnie che fino a poco prima erano coese al punto da non trovare disdicevole i matrimoni misti.

Ancora i Balcani ritornano in questo legal thriller di Turow a testimoniare il ruolo chiave di questa regione nella storia dell’umanità. Zona che negli ultimi decenni ha fatto da terreno di scontro tra comunismo ed europeismo, tra cattolicesimo e Islam. E Sarajevo è la Gerusalemme d’Europa per la coesistenza, una volta pacifica, tra le tre religioni monoteiste della storia dell’umanità.

Questo è il contesto in cui si snoda il romanzo. Un’investigazione davanti alla International Criminal Court sulla scomparsa di un intero campo di zingari sepolti vivi da una valanga che ha distrutto la caverna in cui avevano trovato rifugio per scampare alla guerra. E’ frutto di immaginazione, non si ispira a fatti realmente accaduti. Ma il significato che cerca di trarne lo scrittore è quello del politico e dello storico di professione.

Perchè è potuto accadere ? Dove sono i responsabili ? Come possiamo continuare oggi ad accettare simili situazioni? La Corte di Giustizia, richiamata nel libro, esiste realmente ed è stata voluta dall’ONU.  Ha sede a L’Aja, la cittadina olandese di appena 1 milione di abitanti, che ha assunto un ruolo fondamentale nella giurisdizione internazionale dei nostri tempi. E’ un vero e proprio distretto industriale di servizi legali per l’intero mondo. Ospita ben 150 entità dell’ONU, dell’Unione Europea e tantissime ONG. Assicura una nuova industria molto florida. La giustizia globale con nove differenti e indipendenti tribunali internazionali. Trattano le atrocità di tante guerre: Cambogia, Libano, Ruanda e Sierra Leone. Dal 2002 , la Corte ha perseguito oltre 150 soggetti di provenienza Serba, Croata, Bosniaca e Kossovara per massacri compiuti durante la guerra balcanica, diventando il Tribunale del mondo Ex Yugoslavo.

Tutto questo racconta due fatti molto tristi.

Il primo che molti paesi, tra cui Cina e Usa, hanno rifiutato di partecipare a questo tipo di giustizia, perchè non ammettono l’eventualità che loro cittadini siano processati da stranieri.

Il secondo è che le atrocità di guerra e i genocidi non sono affatto terminati, anzi.

L’attualità  del romanzo è  in questa capacità di rendere il ricordo di quanto di terribile  è accaduto in una  zona dei Balcani, riportandolo alla luce in una elegante cittadina del Nord Europa. Due aree piccole, distanti poco più di mille di chilometri, dove passa la storia dei nostri tempi. Molto ben documentata e’ la narrazione del mondo dei Roma, i loro usi e costumi, che pero’ non aiuta a fugare perplessita’ e pregiudizi che molti hanno nei loro confronti.

VOTO: 4/5

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