sabato, Agosto 24

La Consob, l’educazione finanziaria e Charles Ponzi

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Tempo di lettura : due minuti. Leggibilità ***.

Un’originale e istruttiva pièce teatrale…

Il 15 maggio è andato in scena all’Università di Salerno una encomiabile rappresentazione teatrale sulla vita e le opere di un nostro connazionale negli Stati Uniti dei primi del ‘900.

Charles o Carlo Ponzi è assurto a gloria imperitura per aver messo a punto uno schema truffaldino in finanza noto come lo schema Ponzi. E’ citato in tutti i manuali di finanza e di economia come un impareggiabile meccanismo di raccolta del risparmio con promessa di rendimenti elevatissimi.

Prima o poi lo schema si inceppa e iniziano i guai per gli ignari risparmiatori. L’iniziativa è pregevole e va dato merito alla CONSOB di sperimentare nuove vie di comunicazione e di diffusione dell’educazione finanziaria.

Rinviamo quindi al sito della CONSOB dove si trova anche riproduzione della pièce teatrale che consigliamo vivamente di vedere per la bravura dell’attore Massimo Giordano che in un monologo serrato racconta le gesta di Ponzi a Boston.

Il testo è stato adattato al teatro dall’attore insieme a Nadia Linciani della CONSOB, ispirandosi all’autobiografia del 1936 “The rise of Mr.Ponzi”. La vita di Ponzi è una sorta di Zelig ante litteram. Partito come tanti italiani alla conquista dell’America arriva poverissimo nelle terre del nuovo mondo. Si inventa mestieri improvvisati sempre in bilico tra la truffa e la genialità del poveraccio che cerca di fare soldi a palate. Tanto cosa ha da rischiare?

Il truffatore italiano nel 1920 raccolse 15 milioni di dollari da circa 40.000 investitori (circa 1,5 miliardi di dollari al valore attuale) utilizzando uno schema che da allora porta il suo nome anche nelle repliche odierne delle truffe attraverso la posta elettronica e il web.

Questa in sintesi la storia che avrà una amara conclusione per tante famiglie dell’epoca e che condurrà l’italiano prima in galera e poi a una vita indigente fino alla sua morte nel 1949.

Poi, finita la pièce…

Dopo la rappresentazione assistiamo a un dibattito tra esperti e giornalisti. Si comincia dando opportunamente rilievo al fatto che il teatro fa, per la prima volta, da palcoscenico all’educazione finanziaria su sponsorizzazione del MEF e del Comitato Nazionale per la Programmazione e il Coordinamento della materia all’uopo creato.

Poi la discussione tra i presenti assume toni molto più teatrali della stessa vita di Ponzi. Da ricondurre quasi al surreale. Gli esperti che si alternano nello sciorinare ovvi consigli di finanza spicciola sembrano discesi da Marte, senza nulla sapere di noi e delle nostre più attuali vicende finanziarie.

Non un cenno ai fallimenti bancari degli ultimi anni e alle pesanti ripercussioni sui risparmiatori. Eppure emuli di Ponzi sono stati tanti banchieri che hanno devastato le nostre osannate banche ad ampia base sociale, inducendo i propri soci/clienti a compiere operazioni ad alto rischio, non per iniziativa di un singolo, ma delle scelte di intere organizzazioni.

Le ipotesi di reati finanziari ancora all’esame della magistratura sono ampie e variegate. E i risarcimenti ai risparmiatori colpiti impongono interventi del governo con utilizzo di cospicue risorse pubbliche. Nel corso del dibattito nessun riferimento viene fatto anche alle Commissioni di inchiesta sulle crisi bancarie, che pure continuano a succedersi.

Quello che si ascolta poi in termini di policy è ancora più sorprendente. Le nostre autorità, i nostri controllori fanno da sempre il possibile per contrastare le frodi e il malaffare. Nulla può essere loro addebitato.

Non una parola di autocritica delle Autorità e nemmeno riflessioni sul fatto che in Italia i responsabili non pagano quasi mai per le loro malefatte.

Negli USA Ponzi ieri e Madoff oggi sono stati condannati a severe pene detentive, per aver abusato della fiducia del pubblico.

Alla fine si ha la sensazione, niente affatto astratta, che il risparmiatore sia causa dei suoi mali, se incappa in perdite nei suoi investimenti finanziari che non ha saputo valutare.

Se egli è un gonzo, consapevole o inconsapevole che sia, ben venga che ne sopporti le conseguenze come risparmiatore e come contribuente.

Dopo aver assistito all’intero programma si insinua, inevitabile, nella mente dello spettatore un dubbio. Che non sia cambiato molto da quando Carlo/Charles Ponzi, parlando del suo schema dichiarò:

«Io ho dato agli abitanti di Boston il miglior spettacolo che sia mai stato visto sul territorio dai tempi dello sbarco dei Padri pellegrini! Valeva ben quindici milioni di verdoni il vedermi mettere su tutta la baracca.»

 

Noi di spettacoli finanziari simili ne abbiamo visti tanti in questi anni, anche se nessuno di essi è stato finora meritevole di educative rappresentazioni teatrali. Sul palcoscenico delle nostre crisi bancarie il sipario dell’educazione finanziaria resta calato.

Lo spettacolo Occhio alle truffe! verrà replicato il prossimo 28 maggio al Teatro PIME di Milano. Auspichiamo che il dibattito che seguirà assuma maggiore vivacità e spirito (auto)critico.

 

 

 

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