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Il vaso di Pandora di SWIFT

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Ho lavorato diversi anni in Banca d’Italia anche sulla vigilanza di SWIFT nei termini che cercherò di chiarire in questo breve articolo. Ma cosa è realmente SWIFT non è facile descriverlo. In fondo, è una mera società cooperativa con sede a Bruxelles che diventa arma di contrapposizione nel racconto che si fa oggi per fermare Putin e il suo esercito, uno dei più potenti al mondo. Ma le cose stanno proprio così? Vediamo qualche aspetto di interesse perchè, come dicevo, è difficile capire il sistema SWIFT su cui “girano” gran parte dei soldi a livello internazionale, in modo incessante senza intervalli e senza barriere geografiche.

Si parla, dunque, tanto di SWIFT e della volonta’ di bandire le banche russe dal sistema. Eppure SWIFT e’ molto diverso da quel che noi possiamo pensare. Innanzitutto, non e’ un sistema dei pagamenti nel modo piu’ assoluto.

E’ una infrastruttura tecnologica per trasferire in modo sicuro ordini di pagamento, cioe’ messaggi standard, tra banche e operatori finanziari in tutto il globo. Ove non disponibile, si usano altre modalita’: conti di corrispondenza tra banche, sistemi di pagamento fuori dall’Europa e dagli USA, canali telefonici. E’ come fare un po’ di solletico a un elefante, si incazza, ma poi trova i suoi rimedi. La misura sa tanto di pannicello caldo o di grida manzoniane.

Sia Draghi che Franco sono stati in Banca d’Italia e il primo anche in BCE, istituzioni entrambe coinvolte nella vigilanza di SWIFT insieme alle banche centrali dei paesi del G10.

Nell’apparente mare magnum di informazioni disponibili su SWIFT ne riporto due che mi sembrano essenziali e che sono tratte dal sito. La prima riguarda la natura giuridica della sua attività e la seconda la vera rilevanza che essa ha e che finora non mi pare sia stata colta dalle innumerevoli discussioni che ho sentito.

SWIFT is neither a payment nor a settlement system and is, as such, not regulated by central banks or financial supervisors. Nonetheless, SWIFT is overseen because of its importance to the smooth functioning of the worldwide financial system, in its role as provider of financial messaging services.
SWIFT is overseen by the central banks of the G-10 countries. Under an arrangement with the G-10 central banks, the National Bank of Belgium – being the central bank of the country in which SWIFT’s headquarters are located – acts as lead overseer.
SWIFT’s oversight objectives center on the security, operational reliability, business continuity, risk identification and resilience of the SWIFT infrastructure.

La seconda è frutto di un complesso e ambiguo processo elaborato nel corso di quasi un decennio e che ha suscitato parecchie perplessità per le implicazioni che riguardano la sovranità degli Stati e il concetto stesso di democrazia.

The European Union and the United States of America have signed an international agreement on the “Terrorist Finance Tracking Program”. This Agreement is in force since 1 August 2010.

SWIFT has been jointly designated by the European Union and the United States of America as a provider of international financial payment messaging services, subject to this Agreement. As a result, SWIFT is subject to legally binding requests to provide to the U.S. Treasury Department data located in its EU Operating Center, which are necessary for the purpose of the prevention, investigation, detection or prosecution of terrorism or terrorist financing.

Questi due pilastri, di natura legale, sono eccezionali, proprio perché si incastonano sul traballante terreno del diritto internazionale, in quanto tale privi di enforcement. Atti privati, contratti essenzialmente regolano la più grande infrastruttura del mondo su cui “gira” la finanza e la moneta nel mondo. Difficile in tale contesto anche pensare di ispezionarla e infatti credo che non sia mai stata visitata dalle autorità internazionali, nonostante nel corso degli anni vi sia stato un progressivo inasprirsi delle pressioni della vigilanza dei paesi del G1O.

E allora? Fuori i russi da SWIFT e fuori tutta l’informazione anche di sicurezza che si genera coi pagamenti da e verso la Russia? Dopo poco essi si riorganizzano forse sostenendo inevitabili costi di transizione, ma ripristinando la fluidità dei pagamenti elettronici che regolano il trasferimento di merci e capitali attraverso altre piattaforme, come la cinese CHIPS.

In termini di informazioni sensibili si perde invece tantissimo, soprattutto per gli USA che sfruttando i dati delle transazioni vi hanno costruito la parte preponderante della lotta al terrorismo internazionale.

È davvero credibile la minaccia di escludere le Banche russe, senza provocare gravi conseguenze per tutti? Sul sito di SWIFT trovate tanti dati e informazioni che aiutano a farsi domande. Provare per credere.

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4 COMMENTS

  1. Sembra che le due maggiori banche italiane siano tra le più esposte verso la Russia, con oltre 25 miliardi di euro di crediti.

  2. Per completezza, aggiungo quanto segue:
    Vi sono i fatti e poi le opinioni. Si tende a mescolare le due cose e poi non si capisce più nulla tranne le invettive, l’odio, l’elogio, che a profusione sono riversati sui social. In Economia&FinanzaVerde che ho l’onore di presiedere manteniamo fede al principio di raccontare solo i fatti e poi ognuno che legge deciderà a cosa credere. Con questo in mente pubblico dal sito di SWIFT quello che è SWIFT in Russia, non solo le 7 banche che sarebbero state o sono in via di essere bandite ma addirittura sono ben 300. Per quel che mi risulta, il pannello che trovate qui sotto è istituzionale, vale a dire le notizie ivi
    riportate di norma sono concordate con il sistema bancario di ciascun paese e con gli organismi di vigilanza bancaria del paese medesimo. Sul sito della Banque Nationale de Belgique (capo dei controllori a ragione del fatto che SWIFT ha sede legale a Bruxelles) si trova qualche informazione generica che nulla aggiunge in termini pratici. Poi concludono così: “En raison du strict secret professionnel que sous-tend le rôle d’une autorité de contrôle, nous ne pouvons pas fournir d’informations complémentaires sur les mesures liées à SWIFT et à la Russie.”
    https://lnkd.in/gAyU-imt

    L’aspetto singolare è che questioni di tale importanza non sono spiegate se non a forfait nè da chi controlla SWIFT nè da chi fa Educazione Finanziaria! E se qualcuno deve pagare qualcun’altro in Russia come fa, a chi chiede ?

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