martedì, novembre 20

Risultati Concorso su temi di Educazione Finanziaria

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Si è conclusa la prima edizione del Concorso di Educazione Finanziaria.

Con soddisfazione abbiamo ricevuto 87 elaborati nel periodo tra il 1 e il 20 Ottobre, espressione di un buon interesse per l’iniziativa promossa da Economia&FinanzaVerde®️, a pochi mesi dal suo avvio.

Le tematiche trattate sono state tutte coerenti con quelle richieste e la Giuria è stata in grado di assegnare il primo premio di 500 euro alla Signora MONICA  BASSOLI.  La motivazione della scelta effettuata è che l’elaborato della Signora BASSOLI affronta con lucidità il tema dei rapporti del risparmiatore con i soggetti che offrono prodotti bancari e finanziari. Seppure con sinteticità, esso giunge alla conclusione che strumenti finanziari complessi (azioni, obbligazioni, ecc.) siano da evitare, a meno che non si abbiano le necessarie conoscenze finanziarie per valutarli.

Altri 5 elaborati sono stati giudicati meritevoli di pubblicazione e sono riportati di seguito, dopo il tema assegnatario del premio.

In termini più generali, i contenuti di molti palesano scetticismo rispetto a come è organizzata l’industria del risparmio in Italia e ai tentativi di nobilitarla con dosi crescenti di Educazione Finanziaria. Echeggiano i numerosi fallimenti bancari degli ultimi anni, i tanti conflitti di interesse e l’azione della Vigilanza percepita come non sempre in grado di tutelare il risparmiatore. Echeggiano anche domande rivolte a capire lo stato di salute delle banche e quanto costano i servizi bancari. D’altronde indicatori inconfutabili dell’attuale condizione sono rappresentati dall’elevato uso del contante e dalla crecente massa di risparmio detenuta sui conti correnti a rendimento nullo, che generano solo costi per il detentore. Soldi fermi in banca come messi in una cassetta di sicurezza.

Le indicazioni che si possono trarre da questo Concorso, concepito come una gara di idee, è lo scarso interesse per prodotti di educazione finanziaria preconfezionati, basati cioè sulla mera trasmissione di nozioni generiche e generaliste. Vi è consapevolezza, invece, delle difficoltà che si incontrano al momento di programmare un investimento finanziario. Tendenza che si sta accentuando, poiché le banche, in un periodo di bassi tassi di interesse, puntano sulla leva delle commissioni e non sembrano aver molto innovato nelle modalità di distribuzione di prodotti propri e altrui.

Seguendo questa percezione ricorrente in gran parte degli elaborati,  possiamo concludere che una Finanza che non incorra nelle gravi anomalie del passato è possibile, a condizione che il risparmiatore si orienti esclusivamente verso prodotti e intermediari che conosce bene.

Ma non e’ affatto semplice. Colpisce vedere nella tabella, riportata in uno degli elaborati pubblicati,  la dimostrazione, attraverso gli indicatori di capitale, della solidita’ patrimoniale di alcune banche. Le stesse che a distanza di pochi mesi sarebbero invece miseramente fallite, distruggendo risparmio e credito. La rappresentazione ivi contenuta del nostro sistema è il punto focale da cui partire, per iniziare la narrazione ogni volta che intendiamo comunicare, formare, educare in materia di banche e finanza. Quei numeri ci parlano della nostra storia, ricca di fatti positivi, ma anche di terribili errori.

La lezione che si ricava per organizzare attività di Educazione Finanziaria è quella di non disperdere risorse preziose, ma di concentrarsi realmente su aspetti sostanziali per la tutela del consumatore/risparmiatore, ricordando che INFORMARE BENE E’ MEGLIO CHE EDUCARE.

PRIMO PREMIO EDIZIONE 2018 A MONICA BASSOLI DI BAGNOLO IN PIANO (RE)

DECALOGO DEL PERFETTO INVESTITORE

E’ ormai consuetudine, quando si vuole investire la propria liquidita’, recarsi in banca dal proprio consulente, colui il cui nome e’ riportatato a caratteri cubitali accanto al nostro nelle comunicazioni periodiche che ci arrivano al domicilio.

Non lasciatevi influenzare pero’..non e’ un amico..e’ un dipendente, stipendiato dall’istituto di credito, un commerciale puro insomma,  le cui proposte sono ‘quasi’ sempre pilotate da politiche aziendali  decise dall’alto.

Nulla di troppo grave..se non fosse che la stragrande maggioranza delle volte il vero interesse non lo farete voi, clienti inconsapevoli…bensi’ la banca.

Non dimenticate mai di essere estremamente chiari riguardo a cio’ che cercate:

Orizzonte temporale dell’investimento ossia :quanto tempo potete permettervi di lasciare i investiti i vostri soldi ?  Nel caso ..siete disposti a sobbarcarvi di una penale nel caso di riscatto anticipato?

Scelta dell’emittente(chi dovra’ gestire e/o restituirvi i vostri soldi rivalutati).Conoscete la societa’ che emette il titolo e che dovra’ rimborsarvi la somma rivalutata a scadenza ? Sapete qual’e’ il rating assegnato( il grado di rischio ) e la solidita’ dichiarata ?

Struttura dell’investimento. Preferite, (anche in un’ottica di diversificazione del vostro portafoglio )un conto di deposito, un’obbligazione, una o piu’ azioni, un fondo, una gestione, una sicav, una polizza assicurativa? Avete una conoscenza basilare delle caratteristiche dei diversi strumenti d’investimento? Se no…cercate di documentarvi rigaurdo alle caratteristiche distintive dei vari prodotti.

Rischi dell’investimento. Quali dinamiche possono determinare diminuzioni di valore e-o rischi diversi per l’investitore? ( Rischio di cambio, fallimento della società…..)

Costo dell’investimento. Quali sono i costi impliciti ed espliciti a vostro carico? caricamenti iniziali, costi di gestione, spese per dossier titoli, imposte varie…

Un buon consulente dovrebbe avere gia’ compilato, insieme a voi un modulo(MIFID) con domande per stabilire il vostro grado di rischio e le vostre conoscenze finanziarie.  ( Attenzione perche’ molti gestori compilano autonomamente questo questionario chiedendovi solo di sottoscriverlo!!!). Controllate la coincidenza tra le vostre effettive conoscenze e cio’ che e’ riportato nel questionario perche’ l’offerta dei prodotti deve coincidere al profilo riscontrato.

Fatevi sempre consegnare la NOTA INFORMATIVA dei prodotti proposti, sara’ uno strumento utilissimo per documentarvi da soli o con chi si destreggia un po’ nella materia finanziaria, sui requisiti essenziali dell’investimento. Dovreste trovare riscontro delle nozioni fornitovi dal vostro consulente in sede di trattativa. Se ci fossero discordanze non esitate a chiedere spiegazioni al gestore ma ricordatevi…quello e’ il  vero documento ufficiale del prodotto!!

Ricordatevi sempre che il vostro consuente, pur simpatico, competente e affidabile che sia potrebbe non essere piu’ nella vostra agenzia da un giorno all’altro e molto presumibilmente ha budget stringenti da  raggiungere ad ogni costo!! Riponete in lui una fiducia relativa, verificate che sia sempre puntuale nel consegnarvi la documentazione informativa e nel fornirvi informazioni chiare e precise…ma sopratutto..ragionate con la vostra testa!!

ELABORATI MERITEVOLI DI PUBBLICAZIONE

 

TEMA DI MARA FRACALOSSI DI TREVISO

EDUCATA PER POI RIEDUCARE
Sono insegnante in un istituto superiore della provincia di Treviso e ho partecipato per 3 anni alle lezioni di educazione finanziaria della Banca d’Italia tenute presso le  sedi di Treviso e di Venezia. All’epoca si svolgevano come segue. Vi era un incontro con gli incaricati della Banca che in due tre ore illustravano le caratteristiche delle banconote,  dei  conti correnti e dei servizi di pagamento. Rientrata in aula programmavo con l’ausilio di Quaderni forniti  dalla  Banca 10-15 ore di lezioni. Prima abbiamo effettuato un test e lo stesso test veniva dato ai ragazzi dopo le lezioni. Vi era un evidente miglioramento nell’ordine del 20-30 per cento delle risposte esatte. Poi non  ho piu’ partecipato perche’ gli argomenti si ripetevano di anno in anno. Ho preferito organizzarmi da sola e occasionalmente parlavo in classe delle questioni che avevo studiato per prepararmi.
L’aspetto singolare di questa esperienza che ritengo comunque utile e’ che i docenti che partecipavano a questa iniziativa erano come me volontari e non esperti come chi ad esempio insegna materie giuridiche ed economiche. Cio’ sorprende abbastanza e limita di molto l’efficacia di tali iniziative. E’ un sapere di seconda mano che devo trasferire ai miei studenti. Spesso costoro ti pongono delle domande difficili alle quali non sono stata in grado di rispondere. Semmai ci siamo rivolti a conoscenti o parenti che lavorano in banca, ma alla fine non abbiamo certezze su cui poter poggiare. Quindi vi e’ grande interesse e sorgono tante aspettative conoscitive che restano senza adeguata risposta.
Una mia proposta e’ di coinvolgere insegnanti gia’ in possesso di buone cognizioni e di far rientrare l’EF tra i programmi curriculari. Ora mi rendo conto che gli interessi dei ragazzi di oggi sono tanti e tutti meritevoli di essere approfonditi. Pensiamo alla educazione stradale, alimentare, civica o sessuale. Ovviamente non e’ possibile in un anno trattarle tutte. I ragazzi sarebbero tramortiti. Ed allora una scelta di buon senso per gli studenti degli istituti di secondo grado sarebbe di trattare a rotazione ogni anno una di queste materie che formano i cittadini consapevoli di domani. Per molti di essi la scuola e’ l’unico punto di riferimento in grado di offrire queste informazioni in modo corretto e disinteressato.

TEMA DI MARIO RANCI DI REGGIO CALABRIA

ALMA MATER
Sono stato per anni incaricato dalla mia banca di realizzare iniziative di educazione finanziaria. In effetti non fu una mia libera scelta ne’ una mia innata vocazione essendo privo della necessaria didattica. A 56 anni suonati ero in evidente condizioni di esubero e quindi i miei superiori mi spinsero a sperimentare questa novita’. I presupposti venivano da lontano. Mi diedero da studiare le linee guida dell’OCSE e le varie classifiche internazionali ove noi italiani risultavamo agli ultimi posti per alfabetizzazione finanziaria.
 Fui cosi trasformato da possibile mobbizzato in educatore finanziario. Reperire i discenti fu l’impresa piu’ difficile. Ci rivolgevamo alle scuole di ogni ordine e grado. Le risposte non furono incoraggianti. I dirigenti scolastici erano subbissati di iniziative similari sul sesso tra i ragazzi, il tabagismo, la legalita’, le mafie. Piuttosto erano interessati a ricevere finanziamenti dalle banche per sistemare le scale, il tetto sconnesso e cose simili. Non ci scoraggiammo perche’ ci pagavano e anche per salvare il buon nome della banca.
Dopo mesi di estenuanti trattative raccogliemmo in un salone un gruppo di persone interessate alla materia dell’educazione finanziaria.
Ando’ cosi’ cosi’. Non che fossero disinteressati, ma le nozioni che sommimistravamo erano starate. Parlavamo di contante, di conti correnti, bancomat. I discenti avevano ben altro in testa. Le crisi bancarie, il debito pubblico, quanto costano i servizi bancari. Su questo eravamo del tutto impreparati e poi avremmo dovuto mettere in discussione noi come banca e i nostri controllori.
Non potevamo continuare cosi’ ci saremmo avviliti e sviliti. Cosi’ cambiammo radicalmente per nostra iniziativa il programma di studio e iniziammo ad ascoltare, sì proprio ad ascoltare, quel che l’uditorio aveva in testa e pensava delle banche.
I risultati migliorarono un po’. Furono incoraggianti anche se non strabilianti. Non potevano esserlo per ovvi motivi. Cresceva nel paese una ondata di sfiducia nei confronti del sistema. Difficile arrestarla.
L’idea di raccogliere in poche lezioni il mondo della finanza e della banca fu una specie di utopia. Ricordava il tentativo del Rinascimento quando si provo’ a raccogliere in una unica collezione i libri piu’ belli del mondo: codici e miniature.
Quel che rimane di quella esperienza non e’ poco per noi docenti. Ci rendemmo conto e maturammo l’idea che il nostro mondo era lontano dalle esigenze dei cittadini. Le banche locali sarebbero finite di li a poco, addossando a risparmiatori perdite e dolori. Risparmio tradito e credito malato.
L’educazione finanziaria fu la nostra ALMA MATER nel senso latino di madre nutrice. Ci diede la consapevolezza che era finita un’epoca e che l’iniziativa celava il maldestro tentativo di colpevolizzare i risparmiatori per le scelte sbagliate che altri avevano consigliato e sollecitato per tantissimi anni. Nessuno sciaguratamente li fermo’ e nessuno sciaguratamente oggi e’ responsabile!

 

TEMA DI GIOVANNI RAVASI DI VERONA

UNIVERSITA’ ED EDUCAZIONE FINANZIARIA
Sono uno studente universitario al terzo anno di Economia e Commercio e ho partecipato a delle lezioni di Educazione finanziaria nell’ambito del programma di Teoria dell’intermediazione creditizia.
Queste iniziative e altre simili sono interessanti perche’ sono qualcosa di nuovo nel panorama accademico italiano. Tuttavia ho notato che vi sono diverse controindicazioni. Non si presentano ne’ come vere lezioni universitarie ne’ come consigli su quali scelte compiere. Hanno un contenuto molto generale se non generico e non affrontano i mali del nostro sistema bancario.
Concetti che facilmente posso trovare sul sito web di una banca o su wikipedia. Per noi ragazzi oggi e’ necessario capire a cosa serve una banca, quali contributi da’ allo sviluppo economico del paese e alla nostra crescita come individui e come futuri laureati.
Per quel che riesco a capire siamo bombardati da informazioni le piu’ disparate e contraddittorie. Si va dal contante al fintech, dai pagamenti elettronici agli assegni. E’ tutto trattato allo stesso modo senza che nessuno dia un preciso orientamento. Il nostro professore di economia degli intermediari finanziari e’ fermamente convinto che in pochi anni la banca scomparira’ o cambiera’ radicalmente. Ma a vantaggio di chi ? Di pochi grandi operatori su base mondiale che gestiranno volumi pazzeschi di crediti, pagamenti e fondi di investimento facendo leva sui big data, blockchain e commercio elettronico?
Chi li controllera’ ? E con quali mezzi? La scarsa concorrenza ci danneggera’ come consumatori del futuro? Io penso di sì, ma non ho idee precise al riguardo.
Poi vi sono questioni piu’ specifiche che riguardano i temi del vostro bando di concorso. Ad esempio il costo esorbitante dei servizi bancari, che io stesso e i miei familiari sperimentiamo quando entriamo in banca. Frequentando ambienti sindacali oltre che quelli universitari il dibattito non è semplice ma poggia su elementi in forte contraddizione. Da un lato, la giusta tutela del posto di lavoro, dall’altro l’emersione di modelli di business quali lo Smart Working e il digital asset. Entrambi questi modelli sono considerati disruptive dell’ecosistema esistente e ovviamente dei posti di lavoro. Come orientarsi?
Ecco io credo che la sfida della formazione sia strettamente legata agli ambienti universitari e di lavoro. Tra noiosi approfondimenti teorici e la semplicità se non banalità di una lezione di educazione finanziaria bisogna fare una scelta. Un livello intermedio differenziato per i target di audience che richiede un serio lavoro a tavolino preventivo. Altro punto trascurato è la formazione dei docenti. Molte volte è capitato che costoro non hanno mai visto una banca, non hanno mai lavorato a contatto con il pubblico.
La mia limitata esperienza porta a dire che si tratta di una materia utilissima, ma il programma che deve svolgere è tutto da scoprire e inventare.

TEMA DI GIUSEPPE SIBILLI DI CASTELFIORENTINO (FI)

Il lavoro è dedicato ad analizzare il costo dei conti correnti confrontandone varie categorie e stimolando nel cliente la capacità a confrontare offerte diverse. Cliccare di seguito per la lettura integrale del testo.

Articolo_Sibilli Giuseppe

TEMA DI NICOLA TRIBUZIO DI ROMA

Il lavoro contiene riflessioni su come scegliere il conto corrente bancario, anche in ragione della solidità della banca. Clicca di seguito per la lettura integrale dell’articolo.
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