martedì, novembre 20

La sontuosa celebrazione del Risparmio

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Tempo di lettura: tre minuti.

“Laudator temporis acti” significa colui che loda il tempo passato. Nell’Ars Poetica, Orazio scrisse la frase parlando degli  anziani. Non potendo far rivivere gli anni trascorsi, essi vi ritornano volentieri con la memoria, di solito benevola nei propri riguardi. Il poeta guarda con occhio critico a questo comportamento. E’ l’incapacità delle vecchie generazioni di cogliere le innovazioni del presente e di adeguarsi al progresso.

Il ricordo del grande poeta è venuto in mente ascoltando le relazioni presentate ieri alla Giornata Mondiale del Risparmio, che ha chiuso anche il mese dell’Educazione finanziaria.

Riecheggiano il passato che stenta a proiettarsi nel futuro. Gli sforzi inenarrabili delle banche italiane. La iattura dello spread, la frusta che colpisce le povere banche dopo tutto quel che hanno fatto per il Paese.  Dodici miliardi di euro per tappare le falle che si aprivano una dietro l’altra, loro malgrado. La rincorsa a mettere soldi dei risparmiatori in banche decotte non desta pero’ plausi perche’ e’ stata inutile e i  fallimenti non sono stati evitati. L’assicurazione tautologica che il debito pubblico e’ sostenibile. Significa essere in grado di pagare gli interessi, ma non il capitale.

Visco poi aggiunge che “Il sistema bancario italiano è rimasto dapprima relativamente al riparo dalla crisi finanziaria globale, grazie a un modello tradizionale di attività, incentrato sul credito all’economia, e a un’azione di vigilanza volta a ridurre l’esposizione ai rischi della finanza strutturata. Successivamente, quando la recessione si è ripresentata in connessione con la crisi dei debiti sovrani, lo stretto legame delle banche con le imprese e con le famiglie ne ha reso più forte l’impatto sulla qualità dei prestiti. Nonostante le condizioni economiche avverse, la Vigilanza ha ritenuto indispensabile richiedere alle banche un notevole rafforzamento patrimoniale, per irrobustirle e mantenere fiducia nella loro solidità: a giugno scorso il coefficiente relativo al capitale di migliore qualità era salito, in media, al 13,2 per cento, dal 7,0 della fine del 2008.” 

L’ossimoro e’ evidente. Le banche erano al riparo dalla crisi, ma avevano un ratio patrimomiale del solo 7 per cento.

E anche la categoria per bocca del Presidente Patuelli da’ un’ interpretazione di quanto avvenuto in questi anni non molto discosta da questa.

Non c’è dunque una parola di autocritica all’interno del sistema bancario e dei suoi controllori, nonostante i tanti fallimenti bancari e le situazioni di debolezza ancora aperte. Il patrimonio è migliorato, ma a cosa servono banche che da anni non prestano soldi all’economia e non riescono a sviluppare servizi essenziali per la collettività, quali quelli di pagamento e a superare altri deficit strutturali?

Non si accetta il confronto, sembra procedersi per tesi precostituite che faticano a celare autoreferenzialita’. Sempre gli stessi numeri sul costo delle crisi bancarie, giudicato poca cosa nel raffronto con quanto accaduto negli altri paesi europei. Ah averne di più, di crisi bancarie, parrebbe dire una voce impertinente dal sen fuggita!

Si punta il dito sempre contro qualcosa di esterno che è capitato quasi per caso e non a causa dell’azzardo morale, dei ritardi nei controlli e di altri comportamenti bancari non edificanti.

Dove è finito il risparmio nella celebrazione della Messa Solenne di oggi, con il Presidente Mattarella che ci ricorda che il risparmio e’ la linfa vitale del Paese?

Più che il risparmio è parso che si celebrasse un rito di autocompiacimento per quel che è stato fatto e che presumibilmente verrà replicato in futuro. Ricetta vincente e vertici vincenti non si cambiano. È la regola aurea. Perché meglio di quanto accaduto non potrà accadere. È un ottimo paretiano che riproduce se stesso! Un Candide sempre sicuro del suo infallibile ottimismo!

Al di là degli aspetti tecnici, non si può non rimanere colpiti dalla rappresentazione scenica di questa giornata, stretta tra la tecnocrazia elitaria che accampa diritti di veto su tutto e il sovranismo che avanza secondo il principio che la ragione sta sempre nel volere diretto dei cittadini.

Questo secondo filone di pensiero, totalmente antitetico al primo, lo ritroviamo nella relazione del neo Ministro Tria.

E’ un muro contro muro che non fa bene alla democrazia. E neanche alle condizioni economiche del paese, fermo nel suo sviluppo, con un unico dato tornato a crescere. Quello della disoccupazione.

E con tutta probabilità non fa bene neanche al risparmio. Un’istituzione esprime preoccupazione, un’altra invita a stare tranquilli. A chi credere? Non si genera anche così qualunquismo e sfiducia? E quindi, cari lettori, nel giorno della festa del Risparmio noi non abbiamo capito se i nostri risparmi siano o meno al sicuro!

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5 commenti

  1. Davide M. De Crescenzi on

    Cari amici mi fa sempre piacere leggervi. Intetessanti e stimolanti. Sul tema del risparmio in effetti ci ricordiamo che esiste una volta l’anno e poi basta. A proposito, neanche una parola di commento sull”EF da parte degli illustri relatori. E’ gia’ passata di moda ?

    • Caro De Crescenzi,
      come non darle ragione? Impegnate a contrapporsi, le istituzioni si sono del tutto dimenticate che con il 31 di ottobre si chiudeva il mese dell’Educazione Finanziaria. Speriamo che vada meglio l’anno prossimo. Economia&Finanza Verde con il suo concorso in materia ha conseguito un lusinghiero risultato, ottenendo soprattutto qualche idea che ti invitiamo a leggere.
      Un caro saluto.

  2. Chissà perchè ma quest’articolo, in qualche modo, ha in me l’effetto del passo dell’inferno dantesco riguardante il Conte Ugolino …… “tu vuoi ch’io rinnovelli disperato dolore che al cuor mi preme già pur pensando prima ch’io ne favelli ……..”
    In relazione alla autoreferenzialità mi preme riproporre dei passi della mia lettera di dimissioni del 28 settembre 2006 e mi sembra che nonostante sia passata molta acqua sotto i ponti, il tasso di purezza non mi pare di molto migliorato …..

    “Nelle “considerazioni finali” lette nel corso dell’Assemblea dei Partecipanti del 31 maggio u.s. il Dott. Mario Draghi, nella parte dedicata alle banche, ha evidenziato l’importanza del presidio di una “governance” efficace, atta a prevenire l’insorgere di “modalità di governo autoreferenziali”.
    Nella circostanza il Governatore ha messo in rilievo come “la puntuale osservanza delle norme, di adeguati standard operativi, dei principi deontologici ed etici costituisce un presidio per la sana e prudente gestione”; ha, inoltre, riferito della recente adozione di un “Codice Etico” in seno alla stessa Banca d’Italia, deliberata allo scopo di costituire regole idonee a garantire la “conformità dei propri comportamenti alle prescrizioni normative e di autoregolamentazione”.
    Le anzidette innovative considerazioni, apprezzabili senza alcuna riserva, determinano in me un certo disorientamento in relazione alle vicende che mi hanno recentemente interessato, alle molteplici problematiche emerse/insorte ed alla “particolare attenzione” prestata – anche a livello locale – da quegli organi che dovrebbero essere tenuti a garantire una piena trasparenza gestionale, anche per aspetti amministrativi di carattere interno.”

    Per chi volesse continuare ……. https://laquartadimensionescritti.blogspot.com/2010/08/chi-controlla-il-controllore-1.html

    • gerardo coppola on

      Grazie Salvatore per il ricordo ancora vivido. Non riesco a entrare sul link che hai indicato. Mannaggia.

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