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Economia di guerra, ma quando ?

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Vi invitiamo a leggere con attenzione il testo dell’Accordo tra ABI e PARTI SOCIALI per l’anticipo degli importi della CIG ai lavoratori. In particolare, per farvi un’idea, segnaliamo il punto 5 della convenzione e l’elenco delle carte (una decina) che il futuro cassaintegrato dovrà presentare allo sportello (?).

Con il meccanismo escogitato transiteranno e si sposteranno nelle banche diversi miliardi e l’anticipazione è una vera operazione di credito anche se non abbiamo inteso a quali condizioni. È scritto soltanto di massimo favore. In definitiva, non sarebbe meglio nazionalizzare ora il nostro malconcio sistema bancario per dirigere e canalizzare al meglio le ingenti risorse pubbliche con il minimo aggravio per i destinatari? O come al solito dovremmo aspettare che le banche inizino a crollare sotto il peso delle sofferenze?

Negli ultimi anni in cui si sono avuti quasi una dozzina di default bancari il mantra delle Autorità di controllo era la prolungata recessione di quasi un decennio costata al nostro paese 10 punti di PIL. Ora i 10 punti rischiamo di conteggiarli in pochi mesi a causa della chiusura delle imprese, per l’emergenza sanitaria. A noi più che l’economia di guerra, invocata da tanti, sembra la solita economia burocratica! Che ne pensate?
Su questa piattaforma leggete anche Proposta indecente.

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